giovedì 29 aprile 2021

L’uomo del duemila

    Il presente articolo viene scritto in occasione del ventennale della rivista 
la cui idea prende forma nell’anno 2000.
    Detto così, anno 2000, è appena il riferimento a una data. Ma io faccio parte di una generazione nella quale si scriveva “duemila” a lettere per indicare un’epoca emblematica indicante il prossimo, quasi imminente, futuro, quando le meraviglie che stavano cambiando velocemente il mondo negli anni ‘60 e ‘70 avrebbero preso forma, lo avrebbero fatto senz’altro, in rivoluzioni significative della nostra vita.
    Noi eravamo spettatori di imprese e invenzioni mirabolanti. Se nel 1969 eravamo già a passeggiare sulla Luna, in che pianeta avremmo preso dimora nel 2000? Quali astronavi, quali aerei, che treni ci avrebbero trasportato in un baleno nelle città, tra le città, tra i continenti, tra gli astri?
    Prenderei come paradigma una canzone, “Il motore del 2000”, scritta da  Roberto Roversi e Lucio Dalla nel 1976, e inserita nel concept album “Automobili”, Long Playing sul tema dell'automobile, noto soprattutto per la canzone “Nuvolari”.
  “Il motore del 2000” è composto da tre strofe. Nella prima, con boriosa certezza, viene descritto l’oggetto che dà il titolo al brano. Bello e lucente, veloce e silenzioso, “sarà un motore delicato, avrà lo scarico calibrato e un odore che non inquina, lo potrà respirare un bambino o una bambina”. A significare la prevedibile evoluzione della tecnologia, dove è noto che il sorprendente prototipo dell’oggi prelude all’ordinario del domani.
    Nella seconda strofa il tema del motore viene bruscamente abbandonato e si annuncia, come in comunicato ufficiale, che “seguendo le nostre cognizioni nessuno ancora sa dire come sarà, cosa farà nella realtà il ragazzo del duemila” e che, anche se chiederselo sembra urgente e suggestivo, “oggi ne sappiamo poco o niente…”
    E infine la terza strofa: “Noi sappiamo tutto del motore, questo lucente motore del futuro, ma non riusciamo a disegnare il cuore di quel giovane uomo del futuro, non sappiamo niente del ragazzo fermo sull'uscio ad aspettare dentro a quel vento del duemila, non lo sappiamo ancora immaginare”. Notare come la trascrizione del titolo ufficiale usi “2000” in cifre e la trascrizione dell’ultima strofa del testo ufficiale usi “duemila” come parola, come a passare da una data a un concetto.
     E adesso, mentre scrivo queste righe, ci troviamo col vantaggio di poter guardare a tutti questi periodi come storia. Quando Dalla e Roversi si ponevano quegli interrogativi io ero un adolescente al liceo, “sapevo” che nel 2000 avrei avuto 40 anni in un mondo annunciato dai libri e dai film di fantascienza che già in quegli anni erano la mia passione. ”2001 Odissea nello Spazio” è un film del 1968, ma io lo vidi nel 1974. A quei tempi se non beccavi un film al cinema al momento giusto non era facile recuperarlo, dovevi sperare che, prima o poi, una sala cinematografica tirasse fuori la pellicola da un deposito. Nel film di Stanley Kubrick, il futuro viene azzeccato con una videochiamata a casa, con un computer di bordo col quale poter conversare, e il presente di allora viene spettacolarizzato tra assenza di gravità a bordo e poco altro. Per il resto, astronauti in ibernazione e viaggio verso Giove, potenza ideatrice (e catastrofica) del computer… è tutto ancora fantascienza.
    Ma il bello è proprio lì. Immaginavamo un mondo dove trasportare uomini e cose fosse la vera fondamentale peculiarità del duemila, non sapevamo che il futuro avrebbe basato sulla comunicazione la vera caratteristica della nuova vita del genere umano, che l’uomo del duemila si sarebbe potuto trasportare in immagini, idee, opere, in un attimo. E se lo immaginavamo non lo ritenevamo l’aspetto più rilevante: la branca della scienza allora chiamata cibernetica,  dove i passi da gigante sono velocissimi, sarebbe stato il cambiamento del duemila. Un mondo dove tutti, non appena gli uomini della radio e della TV, potevano “mettersi in onda”, comunicare con tutti , una realtà dove chiunque poteva trovare istantaneamente una informazione. Non ci sarebbe stato bisogno di un aereo superveloce perché un disegnatore di fumetti portasse in un attimo le sue tavole da Roma a New York, bastava quella cosa più straordinaria del motore del 2000, UN CLIC. Internet.
    Fondazione SF Magazine sceglieva di realizzare (come ha raccontato Claudio Chillemi in un intervento all’ Italcon del 2020, parlando del ventennale della rivista) un prodotto culturale cartaceo in controtendenza rispetto a ciò che fu “il motore” che mi coinvolse in quegli anni in una avventura straordinaria. In quegli anni cominciarono a fiorire, oltre che i siti amatoriali su Star Trek, anche le fanzine sul web. Periodiche, ricche di articoli, redatte da gruppi di persone che si erano conosciute attraverso i newsgroup, l’antenato dei gruppi whatsapp di oggi, per intenderci e semplificare.
   Proprio nel 2000 iniziai la mia collaborazione con lo Star Trek Italia Magazine (STIM), che veniva messo online tutti i mesi, puntualmente ogni primo giorno del mese. Il primo articolo per lo STIM lo scrissi senza conoscere nessun redattore. Mi contattarono poiché curavo un sito amatoriale con un gruppo di amici siciliani e collaboravo al magazine “Inside Star Trek” dello Star Trek Italian Club, quella che poi sarebbe divenuta la rivista italiana ufficiale della serie. Scrivevo una serie di parodie delle storie di Picard e soci, una specie di guida alternativa agli episodi di Star Trek The Next Generation. Si intitolava “ENTERPRAIS D: De alternativ gaid tu de necst generescion” ( oggi è consultabile per intero e disponibile gratuitamente come ebook in questa pagina ) .
   Per dieci anni allo STIM vi fu una redazione che si riuniva attraverso una delle meraviglie del duemila, la mailing list redazionale. Il nostro luogo di riunione. Vivevamo a centinaia di chilometri di distanza l’uno dall’altro ma discutevamo quotidianamente via posta elettronica. L’uomo del duemila poteva essere dappertutto. Per raccontarvi della mailing list dello STIM citerò un brano di un articolo che l'indimenticabile amica Rossella Marchiselli scrisse per la rivista ufficiale:
“Inside Star Trek Magazine” per presentare lo STIM : “Per farvi più o meno capire quel che succede all'interno della redazione, sappiate che nella nostra Mailing List sono trattati argomenti incandescenti come la pena di morte, l'aborto, il divorzio, si sviscerano continuamente senza nessun tabù gli aspetti religiosi, etici e filosofici di qualunque Credo e si passa da questi aulici temi, senza soluzione di continuità, a sagaci commenti di film, telefilm, barzellette, articoli scandalistici, eventi personali, che spaziano dal matrimonio all'influenza al look delle Veline e dai pettegolezzi sulle soap opera o sul look di attori e attrici”
    Scrivevamo in maniera amatoriale ma, lasciatemelo dire, con un prodotto di stampo professionale. Si pubblicavano articoli (ne sfornavamo una ventina al mese) che parlavano di fantascienza, film, libri, cultura pop. E Star Trek, ovviamente .  Arrivammo a esser segnalati da stampa specializzata e non, ad esempio Il Venerdì di Repubblica. Centinaia di articoli dei quali, per la maggior parte, non v’è più traccia sul web, o, men che mai, cimeli cartacei.
    Questo numero di Fondazione è ora anche sul web, per raggiungere più fan possibili, e, come avviene da molto tempo, si avvale di collaborazioni con scrittori e disegnatori di ogni parte d’Italia e del mondo, grazie alla rete. 
   Oggi, duemila e venti, l’interazione è ancora più incidente, è social, è virtualità. E il 2020 ci ha portato l’incredibile esperienza, anche questa difficilmente immaginata in questa branca della letteratura alla quale questa rivista è dedicata, della virtualità dell’incontrarsi come quasi unico mezzo possibile. Dalla didattica a distanza alle “dirette” degli artisti e della gente comune, le riunioni su zoom e meet, le convention di fantascienza divenute virtuali. In città che sembravano vuote, in scenari da science fiction. Chi l’avrebbe mai detto? Nel 2020 starete a casa e cercherete mille modi nuovi per stare tutti più vicini. 
    Da qualunque epoca mi stiate leggendo adesso, siete sintonizzati su qualcosa fuori dal tempo: l’istantanea di un momento che, osservando il passato, cerca di scorgere qual era il futuro immaginato e confrontarlo col nostro presente. Che state leggendo in un momento del mio futuro. Se saremo solo lettori, cronisti, protagonisti di ciò che sarà, solo il tempo
potrà dirlo. Noi possiamo provare a immaginare.
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Articolo pubblicato su Fondazione SF Magazine n. 28.
L'intero numero della rivista è scaricabile gratuitamente all'indirizzo


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domenica 18 aprile 2021

STAR TREK FOR DUMMIES (2021 Edition)

     (LA GUIDA DEFINITIVA A STAR TREK PER I NON TREKKER)


Mogli o mariti di fan di Star Trek costretti ad ascoltare il consorte narrare di riunioni di trekker. 
Negozianti di libri, DVD e oggettistica alle prese con clienti trekker che fanno domande sui prodotti inerenti Star Trek.
    Amici e parenti di quei trekker che si ostinano a sottoporre ad essi, ignari delle caratteristiche della saga, le loro opere su Star Trek, e che passano il tempo libero con Star Trek, che vogliono parlare di Star Trek, che tengono il televisore acceso mentre diffonde Star Trek, che non vedono l’ora di poter andare a una convention di Star Trek.
    Potrebbero volerne sapere qualcosa di questo Star Trek. Magari per inserirsi in una discussione, o per gratificare il parente-amico-cliente facendo vedere che qualcosa sanno. Specie dopo quella volta che hanno provato a parlarne citando Obi Wan Kenobi o Han Solo di Guerre Stellari suscitando ilarità, nervosismo, o sguardi commiserevoli.
    Inutile segnalare loro siti inerenti Star Trek o invitarli a leggere la rivista ufficiale dello Star Trek Italian Club. Bisogna prima prepararli iniziando da zero. C'è bisogno di una guida breve, semplice ed essenziale, per far sì che il principiante possa in poco tempo sostenere una conversazione su Star Trek o partecipare a una riunione di trekker senza apparire completamente digiuno dell'argomento.
    Ho quindi rispolverato questo breve manuale, redatto in una prima edizione nel numero di maggio del 2003 dello Star Trek Italia Magazine. L’ho riveduto, corretto, e, soprattutto, aggiornato.
    Non me ne vogliano i lettori che cercano in questo blog dei pezzi folli e divertenti, o riflessioni struggenti, o racconti satirici, per una volta scrivo una pagina che sia un testo di servizio, peraltro non rivolto propriamente ai trekker abituali lettori dei miei pezzi sull’argomento, ma si auspica che questi stampino o segnalino questa pagina a qualunque novellino che voglia erudirsi velocemente su Star Trek.
    Si raccomanda ai trekker di passar sopra a tutte le semplificazioni e sintetizzazioni di questa guida.

PRIMA LEZIONE: cosa non è Star Trek.
    Star Trek non è Star Wars (Guerre Stellari), a parte "Star" non hanno nulla a che vedere l'un con l'altra saga. 
Non ci sono spade laser, niente Cavalieri Jedi. Harrison Ford non si è mai visto. Non ci sono neppure il Colonnello Jack O'Neill di Stargate, il Capitano John Koenig di Spazio 1999, né il computer HAL 9000.
Frasi da non dire a un trekker per sembrare trekker anche voi:
"Che la forza sia con te".
“Verso l’infinito e oltre!”

SECONDA LEZIONE: cosa è Star Trek.
    Star Trek inizia negli anni '60 con una serie di telefilm i cui protagonisti PRINCIPALI sono:

James Kirk, il Capitano (attore: William Shatner).
Spock, il primo ufficiale (Leonard Nimoy). Metà terrestre, metà alieno = vulcaniano (dal pianeta Vulcano, nulla a che vedere con l'isola siciliana). Ha le orecchie a punta.
Leonard McCoy, il Medico.
    Scorrazzano per la galassia con una nave chiamata Enterprise incontrando, pianeta dopo pianeta, strani mondi e civiltà sconosciute. Fanno parte di una Federazione di Pianeti Uniti. Combattono contro alieni denominati Klingon e Romulani.
    Star Trek prosegue con diversi film sul grande schermo che vedono questi protagonisti fino al sesto film (Kirk anche nel settimo), una serie a cartoni animati con la stessa nave e lo stesso team, e altre serie dagli anni 80 in poi, delle quali tratteremo nelle successive lezioni.
    I personaggi fissi sono di più, ma non ve li scrivo tutti per non spaventarvi e incoraggiarvi a impararli. È necessario sapere che Kirk si fa sempre la pupa guest star della puntata, che Spock non ha emozioni, che quasi ogni puntata c'è un nuovo componente dell'equipaggio che non ha nome e che morirà, che tutti capiremo subito che è morto, tranne Kirk, il quale avrà bisogno che il Dottor McCoy gli dica: "È morto, Jim". 
Frasi da non dire mai:
"Il dottor Spock" (questi è un famoso pediatra del secolo scorso, l'alieno di Star Trek è "il Signor Spock").
Frasi per sembrare un trekker:
"La presa vulcaniana" (è l'arma segreta di Spock, pizzicotta la spalla dell'avversario e quello cade svenuto).
"Ah, che bello sarebbe avere il teletrasporto!".
Salutare con "Lunga Vita e Prosperità" fa molto fan di Spock, baciare una ragazza 8 minuti dopo averla conosciuta fa molto fan di Kirk.

TERZA LEZIONE: Star Trek non finì con Star Trek.
    Star Trek non è una serie del passato, ma prosegue tuttora.
Infatti ci sono i film, tredici ad oggi, e, come avete imparato nella seconda lezione, esistono altre serie che andarono in TV dagli anni 80 in poi.
    La seconda serie fu STAR TREK THE NEXT GENERATION, per gli amici TNG.

Protagonisti:
Jean Luc Picard, il Capitano (attore: Patrick Stewart).
William Riker, il Primo Ufficiale (Jonathan Frakes).
Data, androide, cioè un robot dalle sembianze umane (Brent Spiner).
Worf, un klingon (Michael Dorn). Attenzione: i Klingon in questa serie non sono più nemici della Federazione.
Deanna Troi, metà umana, metà aliena = betazoide (Marina Sirtis). Ha il superpotere di percepire le altrui emozioni.
Beverly Crusher, Medico (Gates McFadden).
Geordi La Forge, ingegnere (Levar Burton). È cieco, ma ha un visore che gli consente una vista artificiale.
Wesley Crusher (Wil Wheaton), figlio di Beverly.
    Scorrazzano per la galassia con una nave chiamata Enterprise D incontrando, pianeta dopo pianeta, strani mondi e civiltà sconosciute. Se avete già letto questa frase nella prima lezione, è perché questa serie riprende la medesima trama di base della serie originale.
    Anche qui non è necessario che impariate tutti i nomi, potrebbe essere sufficiente imparare che Picard è pelato, francese e politicamente corretto. Che Riker è robusto e bonaccione come ogni simpatico ciccione delle fiction, che Troi dice sempre "Percepisco qualcosa", che Worf è allegro come una canzone scritta da Cocciante quando perde a briscola, che Wesley è antipatico.
    Relazioni sentimentali: Picard e Beverly potrebbero ma non possono. Riker e Troi poterono ma smisero, poi si rifecero nel nono film e si sposarono nel decimo, Worf e Troi fecero, ma per poco, Riker si fa ogni genere di aliena, Troi si fa ogni genere di alieno, Geordi La Forge si farebbe chiunque ma non ci riesce mai.
Frasi da non dire mai:
"A me piaceva la serie classica, le storie di Picard sono meno belle" (la maggior parte dei trekker oggi considera TNG un classico di dignità almeno pari alla serie originale).
Riferirsi a TNG indicando la serie con "quelli con le orecchie a punta" (nella serie se ne vedono molto poche, la frase indicherebbe che citate la serie per errato sentito dire).
"Mi piace Wesley".
"Ci sono altri personaggi, nessuno della serie classica" (Vi appaiono invece un vecchissimo McCoy, un anziano Spock, un pluricentenario Sarek, il papà di Spock, e anche l'ingegnere Scott, che era rimasto incastrato nel buffer del teletrasporto).
Frasi per sembrare un trekker:
"Non sopporto Wesley".
"Data è perfettamente funzionale sotto tutti i punti di vista, e sottolineo tutti".
"Picard non è Kirk".
"La serie decolla dalla seconda stagione in poi".

QUARTA LEZIONE: Star Trek non è solo scorrazzare per la galassia.
    Non era ancora terminata la serie TNG che iniziò una nuova serie, STAR TREK DEEP SPACE NINE, che il trekker chiama in breve DS9.
DEEP SPACE NINE è una base spaziale. Anziché andare in giro per la Galassia, è la Galassia che passa da lì, anche perché DS9 è all'imbocco di un "tunnel spaziale", una specie di portale che conduce in una parte lontanissima dell'universo (mi perdonino le semplificazioni i puristi).
    Spiegare DS9 in poche parole è un po' più difficile che per le altre serie data la complessità delle trame e la quantità enorme di personaggi, ma consoliamoci sapendo che molti trekker si considerano tali pur non avendo seguito DS9.
   
Protagonisti PRINCIPALI:
Benjamin Sisko, il Comandante (attore: Avery Brooks). Afro-americano, ha il doppio lavoro: è anche l'Emissario dei Profeti, cioè comunica con gli alieni-divinità che vivono nel tunnel spaziale.
Kira Nerys (Nana Visitor), aliena bajoriana. I bajoriani sono come i terrestri, hanno solo un naso strano, adorano i Profeti di cui sopra, sono stati afflitti dall'invasione dei Cardassiani, squamosi alieni.
Julian Bashir (Alexander Siddig), il Medico.
Gul Dukat (Marc Alaimo), il cattivo cardassiano. Despota, torturatore, realizzazione televisiva delle parole "bastardo dentro", ha il fascino del genio del male che fa impazzire chi adora le trame forti.
Odo, il mutaforma. Si trasforma in tutto ciò che vuole, da un topo a una torta di mirtilli. È il capo della Polizia.
Quark (Armin Shimmerman), il barista. È un alieno di razza Ferengi, dedita al profitto più che a ogni altra cosa.
Jadzia Dax (Terry Farrell), aliena Trill. Il Trill sarebbe un alieno ospitato dentro un altro alieno, una specie di Mon Chéri vivente, dove la ciliegia vive innumerevoli vite passando da un cioccolatino all'altro. Infatti nell'ultima stagione Jadzia Dax diventa Ezri Dax (Nicole DeBoer), dentro è sempre Dax, l'involucro cambia personaggio.
Worf (Michael Dorn), lo stesso personaggio di TNG (vedi terza lezione), è su DS9 dalla quarta stagione in poi.
Miles O'Brien (Colm Meaney), irlandese, apparso anche in TNG come personaggio secondario, Capo Operazioni di DS9.
    Relazioni sentimentali: Julian ama Jadzia Dax, che sposa Worf. Odo ama Kira, Kira sta con altri poi cede ad Odo, Julian si fa Dax dopo che non è più Jadzia.
    È importante sapere che ci sono decine di altri personaggi importanti, ma con questo manuale vogliamo dirvi l'essenziale. Sappiate che Odo e Quark sono in perenne conflitto, che Benjamin è vedovo e ha un figlio adolescente (Jake), e che Gul Dukat viene sconfitto molte volte ma riciccia sempre forte e minaccioso.
Frasi da non dire mai:
"L'astronave Deep Space Nine".
"In Deep Space Nine non visitano mai nuovi pianeti" (non tragga in inganno la base spaziale ferma, le storie portano a conoscere molte nuove civiltà, grazie al tunnel spaziale e alla nave Defiant, in uso su DS9).
"Deep Space Nine non è Star Trek" (in effetti alcuni trekker dicono questa cosa, ma per tentare di difendere le ragioni di questa corbelleria bisogna essere trekker esperti).
Frasi per sembrare un trekker:
"Jadzia Dax è bella".
"Quante barre di latinum costa?" (il latinum è un metallo raro e prezioso).
"Mi piacciono/non mi piacciono le storie Ferengi" (alcuni episodi sono basati quasi esclusivamente su personaggi di questa razza, in genere sono episodi divertenti).
"Non ho mica un Cristallo dei Profeti!".

QUINTA LEZIONE: sì, viaggiare.
    Con la quarta serie, STAR TREK VOYAGER, chiamata brevemente VOY, abbiamo l'astronave Voyager che, sbalzata 70.000 anni luce lontano dalla Terra, cerca di tornare a casa.
A bordo della Voyager avremo, oltre a componenti dell'equipaggio originale, anche Ufficiali provenienti da una nave che ha subito la stessa sorte, ma si erano ribellati alla Federazione (i cosiddetti Maquis).
   

Protagonisti:
Kathryn Janeway (attrice: Kate Mulgrew), capitano dell'astronave.
Chakotay (Robert Beltran), Primo Ufficiale, Indiano d'America, Maquis.
B'Elanna Torres (Roxann Dawson), metà klingon e metà umana, è l'ingegnere capo della Voyager. Anche lei Maquis.
Tom Paris (Robert Duncan McNeill), Pilota, Ufficiale decaduto per motivi disciplinari.
Tuvok (Tim Russ) , vulcaniano, Ufficiale Tattico e Addetto alla Sicurezza.
Harry Kim (Garrett Wang), Ufficiale delle Comunicazioni.
Medico Olografico (Robert Picardo): non è né umano, né alieno, né un robot. È una simulazione olografica generata dal computer di bordo.
Neelix (Ethan Phillips), alieno "talassiano" raccolto durante il tragitto. Diviene il cuoco di bordo.
Sette di Nove (Jeri Lynn Ryan), umana assimilata da una specie aliena, i Borg, che si era impossessata della sua mente.
    Sette anni di puntate di Voy narrano il viaggio per tentare di tornare a casa, impresa che ha bisogno di molta fortuna in quanto ci sarebbero voluti 70 anni alla velocità normale dell'astronave.
Le relazioni sentimentali si limitano alla storia tra Paris e Torres e a Neelix con Kes, personaggio fisso solo fino a quando la serie se ne liberò dopo tre anni. Tempeste ormonali viaggiano all'interno della Voyager per tutto il resto dell'equipaggio, ma niente di serio.
Il vulcaniano Tuvok è l'essenza della freddezza e della logica molto più marcatamente di Spock, alcuni per questo lo considerano noiosissimo.
Frasi da non dire mai:
"Non ricordo il nome del dottore" (il Medico Olografico non ha un nome).
"Voyager non è Star Trek" (vedi quarta lezione).
"La Voyager è poi tornata a casa?" (Ogni trekker sa come finisce la serie): "tornano, tornano, tornano tutti...", la frase è una citazione di una trasmissione radiofonica di RDS che svelò il finale agli italiani
e che potete ascoltare qui : 31-05-01Pettinelli-Marchiselli RadioDimensioneSuono .
Frasi per sembrare un trekker:
"L'attrice di 7 di 9 non è solo bella, è bravissima".
"Chakotay le beve tutte".
"Janeway non è né Kirk, né Picard, né Sisko".

SESTA LEZIONE: prima di Kirk.
    A un certo punto i produttori di Star Trek vennero presi dalla mania del prequel, e sfornarono la serie di telefilm ENTERPRISE, che narra vicende ambientate in un'era pre-Kirk. 
    I protagonisti principali sono: il Capitano Archer (Scott Bakula), la vulcaniana T'Pol (Jolene Blalock), l'ingegnere Charkes Tucker (Connor Trinneer) e il Medico Phlox (John Billingsley), alieno  denobulano.
    In essa vediamo i primi approcci con le tecnologie di Star Trek e si delinea l'inizio dell'era dei viaggi interstellari. Enterprise conterrebbe, a dire di molti fans, diverse incongruenze, si tratterebbe di un prequel non sempre attento a fatti visti nelle serie prodotte prima e ambientate dopo, ciò genera discussioni "per esperti" dalle quali il principiante è bene che si allontani dicendo: "Non ho potuto ancora vedere Enterprise". 

Frasi da non dire mai:
"Enterprise non è Star Trek" (in effetti non porta il titolo STAR TREK nella prima stagione ma è basato sull'universo Trek quanto basta per far parte di questa categoria).
"Quello è Spock?" (non è ancora nato).
Frase per sembrare un trekker:
"I vulcaniani di Enterprise non sono gli stessi delle altre serie".
"Archer non sarà Kirk, ma di certo lo imita".

SETTIMA LEZIONE: L'Universo trallallero.
    Dopo il decimo film di Star Trek si pensò bene di dover narrare le avventure di Kirk, Spock e McCoy all'inizio della loro carriera, interpretati da altri attori. Kirk da Chris Pine, Spock da Zachary Quinto, Uhura da Zoe Saldana, McCoy da Karl Urban... addirittura Khan da Benedict Kumberbatch. 
    Il progetto fu affidato a J.J. Abrahms, l'ideatore di LOST. L'operazione volle riportare sul grande schermo le avventure spaziali dei personaggi più amati della fantascienza televisiva. La scelta di grandi attori, di grandi mezzi produttivi, di storie nuove che guardavano alla ricchezza delle avventure passate, generarono una trilogia spettacolare, ma i trekker desideravano soprattutto nuove serie televisive di Star Trek.
Frasi da non dire mai:
"I film di Abrahms  non sono Star Trek" (Roddenberry, il creatore di Star Trek,  sognava che i personaggi della serie classica divenissero così iconici da esser interpretati da altri attori, e questo è la realizzazione del suo sogno).
Frase per sembrare un trekker:
"Uhura che flirta con Spock non si vedeva dalla Classica!"

OTTAVA LEZIONE: Durante Kirk.
    Con l'avvento della TV on demand la CBS si accorse finalmente che tutti facevano telefilm su tutto e che loro possedevano i diritti della serie televisiva più attesa di sempre. Fu così che nacque Star Trek Discovery, della quale abbiamo 3 stagioni. Si svolge qualche anno prima della serie classica nello stesso periodo nel quale l'Enterprise non ha ancora Kirk al comando, ma Spock come Ufficiale, sotto il comando del capitano Pike. Le trame e l'avvicendarsi degli equipaggi della Discovery riservano molte sorprese, e, non vorrei, con queste mie righe, togliervi il gusto di scoprirle da voi. Vi basti sapere che la serie vede come protagonista Michael Burnham, interpretata da Sonequa Martin Green, figlia adottiva di Sarek e Amanda, e quindi sorellastra di Spock. Parte da una nave, finisce su un'altra, in corsa per la promozione viene degradata ma poi... Fidatevi, è una serie avvincentissima e che ci porta più che ogni altra serie là dove nessuno è mai giunto prima.
Frasi da non dire mai:
"Ma non può essere che hanno fatto tutte queste scoperte che Kirk e Picard neanche si sognavano!!" (Aspetta e vedrai...).
Frase per sembrare un trekker:
"Lo spirito Trek, i valori della Federazione..."

NONA LEZIONE: Il ritorno del Jean Luc.
    Data, Picard, Sette di Nove, Riker, Troi...
Venti anni dopo. Nella nuova serie "PICARD".
    Se mi avessero detto che avremmo avuto il seguito di The Next Generation, dopo 7 stagioni di telefilm e 4 film, sotto forma di nuova serie ad episodi, non ci avrei creduto.
    Il nostro eroe, oramai ottuagenario, intraprende un viaggio investigativo per risolvere un mistero inerente due androidi molto simili a Data, in un'era nella quale le forme di vita artificiali non sono viste più di buon occhio a causa di un terribile attacco su Marte da parte di un gruppo di androidi ribelli.
Frasi da non dire mai:
"Com'è invecchiato quello, com'è ingrassato quell'altro!"
Frasi per sembrare un trekker:
"Ma 7 di 9 è uno schianto!"

DECIMA LEZIONE: Quelli dei ponti bassi.  
    Star Trek Lower Decks è una serie a cartoni animati ambientata nell’universo di Star Trek nel periodo successivo agli avvenimenti del film “La Nemesi”, Lower Decks di fatto è la serie che riprende gli avvenimenti della continuity come li avevamo lasciati quasi 20 anni fa (ricordiamo che la serie Picard, invece, sceglie di farli passare tutti, i 20 anni da allora).  I “Lower Decks” sono letteralmente i ponti inferiori dell’astronave Uss Cerritos, e proprio sottocoperta si svolgono prevalentemente le avventure dei nostri protagonisti:
Il Guardiamarina Beckett Mariner, figlia scavezzacollo di un Ammiraglio della Federazione e  del capitano della Cerritos. 
Il Guardiamarina Brad Boimler. Al contrario di Mariner, è precisino, obbediente, desideroso di una promozione.
L' Orioniana, il Guardiamarina D'Vana Tendi. Sempre entusiasta, ottimista, desiderosa di nuove esperienze, curiosa e generosa. 
Non del tutto umano è il Guardiamarina Samanthan Rutherford. È un potenziato, ha cioè degli innesti artificiali che ne potenziano le capacità .
Frase da non dire mai: 
"Che bella parodia di Star Trek!" (Lower Decks non è una parodia, ma una serie di avventure della saga narrate in forma di commedia a cartoni animati).
Frase per sembrare un trekker: 
"Dove nessuna serie è arrivata prima". 

UNDICESIMA LEZIONE: mini-glossario.
TELETRASPORTO: tecnologia che permette di trasportare cose o persone trasmettendo i loro dati molecolari da un punto ad un altro. Come se noi potessimo scaricare da Internet una pizza capricciosa fumante o potessimo infilarci dentro un enorme fax e faxarci in Australia con tutte le scarpe.
PRIMA DIRETTIVA: principio che impedirebbe di interferire nell'evoluzione di civiltà aliene. Spesso non rispettato da vari capitani nelle storie di Star Trek perché il "si guarda ma non si tocca" non crea storie interessanti.
REPLICATORE: come per il teletrasporto, si creano cose che hanno la loro struttura molecolare memorizzata nel computer. Nella Voyager non lo usano per non sprecare energia, e perciò c'è il cuoco. Nelle altre serie dicono: "Caffè" e appare il caffè.
TRICORDER: computer palmare che analizza qualsiasi cosa o persona dando tutte le informazioni possibili. 
PONTE OLOGRAMMI: realtà virtuale avanzatissima. Un programma del computer ricrea ologrammi di luoghi e persone. Si può interagire molto più che in un videogioco, ed è un espediente narrativo per far vivere i personaggi di Star Trek in situazioni ed epoche diverse dalla solita astronave che sbarca su un pianeta sconosciuto. "COMPUTER! IBIZA! BELLE PUPE DAPPERTUTTO! IL MIO CAPO CHE CHIEDE L'ELEMOSINA!"

DODICESIMA LEZIONE: non solo fiction.
    Star Trek è anche una realtà molto forte e articolata di riunioni di gruppi di fans e iniziative di appassionati. I siti Internet su Star Trek sono innumerevoli, il mondo è pieno di libri, DVD, BLUray, streaming sulle piattaforme tv,  con le storie della saga e moltissimi sono gli oggetti ispirati a Star Trek e tantissimi sono i trekker che comprano tutte queste cose.
    E si riuniscono in club, creano riviste amatoriali... esiste una realtà di fan di Star Trek sicuramente molto più complessa che le storie di Star Trek inventate da alcuni sceneggiatori, appunto perché la vita di noi trekker è parte della vita reale.
    Se tutto ciò esiste è perché ne vale la pena, perché tutto questo Star Trek è davvero divertente, interessante, stimolante, consente di aprire la mente ai diversi aspetti della vita dell'uomo. Altrimenti non vi spieghereste milioni di persone che fanno di tutto per conoscere Star Trek e scambiarsi informazioni su queste avventure.
Spero che abbiate ritenuto utile questo articolo e saluto augurando
Lunga Vita e Prosperità.
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NOTA: In questo BLOG troverete molti testi ad argomento Star Trek.
    RACCONTI SUI TREKKER:
    PARODIE E RACCONTI SU STAR TREK SERIE ORIGINALE:
QUELLI DELLO SPECCHIO
    PARODIE E RACCONTI SU STAR TREK NEXT GENERATION:
ENTERPRAIS D ( con ebook pdf e epub )
IL GRANDE FRATREK
PARODIE; ARTICOLI E RACCONTI SU STAR TREK DEEP SPACE NINE:
RACCONTO SU STAR TREK VOYAGER:
ARTICOLO SU STAR TREK LOWER DECKS:
ARTICOLI SU STAR TREK E I TREKKER:

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lunedì 15 febbraio 2021

Sottocoperta è meglio

    Dove nessuna serie è arrivata prima. É la realizzazione di progetti sognati, immaginati.
    L'universo fantastico, narrato in molti modi in una avventura pluridecennale, declinato attraverso le problematiche sociali di diverse generazioni, più volte espressione del presente rappresentato attraverso l’espediente dell’ immaginare il futuro, stavolta è raccontato da un punto di vista diverso, e con la forma della commedia animata. 
    Arriva in Italia, con la supervisione ai dialoghi italiani dello Star Trek Italian Club Alberto Lisiero, la serie creata per il nostro divertimento, per darci lunga vita, ad ammirare questa luna metallo, e quando suonano le sirene ci sembra quasi che canti il gallo
    Star Trek Lower Decks, in streaming su Amazon Prime ( qui il trailer ), è una serie a cartoni animati ambientata nell’ universo di Star Trek, la saga creata da Gene Roddenberry nel 1966, che vanta più di 800 episodi televisivi e 13 film.
    Ambientata nel periodo successivo agli avvenimenti del film “La Nemesi”, Lower Decks di fatto è la serie che riprende gli avvenimenti della continuity come li avevamo lasciati quasi 20 anni fa (ricordiamo che la serie Picard, invece, sceglie di farli passare tutti, i 20 anni da allora).
    La grande novità di questa serie non è l’essere un cartone animato (già Kirk e Spock hanno avuto ben 2 stagioni animate con sceneggiature di tutto rispetto), ma il fatto che ci racconta la vita a bordo dei personaggi che in genere non sono in primo piano nelle altre serie. E puzza di sudore dal boccaporto e odore di mare morto. 
    Al centro non vi sono i conflitti stellari, i negoziati con razze aliene, le eroiche missioni di Ufficiali Superiori, ma la vita che si svolge in altre parti dell’astronave impegnata in conflitti stellari, negoziati con razze aliene, eroiche missioni di Ufficiali Superiori. Il risultato è uno spasso, indirizzato a un pubblico non di appassionati di Star Trek o di fantascienza, ma semplicemente a quel pubblico televisivo che cerca storie divertenti e vivaci, come di fronte a questo viaggio davvero mondiale, a questa luna gigante. 
    Vi è un uso degli stereotipi della commedia che, attraverso le storie nello spazio profondo trova nuove forme di divertimento, e ciò è per la delizia di tutti.
    Paradossalmente, mi ripeto nel sottolineare questo aspetto, divertirà di più chi non segue queste serie che gli appassionati, che magari cercano certe strutture narrative che puntualmente questa meraviglia di cartoon tende a distruggere per il sollazzo di giovani e meno giovani.
    C 'è un momento di un episodio nel quale i personaggi dicono chiaramente delle parolacce che vengono coperte da dei bip, loro avvertono che esistono questi bip che stanno coprendo le loro parole, e con un certo smarrimento si chiedono cosa stia accadendo. Ciò, oltre che farmi sovvenire il mio politicalcorrettore quantico, colloca la serie fuori dall’ ingessato mondo delle serie normali e la sposta nel campo dello show comico irriverente al punto del manifestare senza pudore la propria natura di finzione.
    Le battute su Star Trek e le parodie dei telefilm più iconici della serie le ritroviamo dappertutto in cartoni animati come i Simpson, i Griffin , per non parlare di telefilm come The Big Bang Theory, o il film Galaxy Quest e la serie The Orville. Ma qui, con Lower Decks, l'emozione é diversa. Totalmente diversa. Non ci troviamo dentro una parodia ( e Lower Decks non lo è mai neanche quando, ogni tanto, dà la propria versione di cose già viste in Star  Trek) ma dentro Star Trek.  Tutto quello che viene detto, citato, tutti i personaggi dello Star Trek conosciuto che vengono nominati o che vi appaiono, esistono nello stesso universo, nella stessa linea temporale di tutte le storie della saga.
    E assistere a questo cartone animato guardando quanto è paradossale e fantasioso ogni avvenimento, vi pone come innanzi a qualunque fatto visto in Star Trek, ha lo stesso valore in continuity, ma è una commedia. E per di più, state ben attenti, godibile anche se non si conosce Star Trek, perché ci troviamo di fronte a una nuova dinamica di narrazione, a un nuovo ambito. Forse, fra tutte le produzioni che da tempo tentano di portare le storie targate Star Trek anche ai non trekker, questa è la strada più indovinata.
    Per quanto riguarda i trekker, ovviamente, ce n'è anche per loro, ma stavolta questi personaggi dei ponti bassi conoscono le avventure delle navi della  flotta e ne parlano come ne può parlare un trekker reale al di qua dello schermo, loro parlano della "loro" Enterprise di Picard, ma é la nostra, noi siamo loro in quel momento. E stavolta è tutta un’altra storia. Perché abbiamo a che fare con un cartoon-commedia. Come i Simpson, per intenderci. Quel tipo di cartone che fu inventato da Hanna & Barbera con i Flinstones, quei cartoni che contengono tutto. Avventura, sentimenti, equivoci, soprattutto risate. 
    E con l’orchestra che ci accompagna, su questi nuovi ritmi americani, appena aprirete la puntata, in alto a sinistra vi apparirà un bel disclaimer posto lì per avvertire che non è un cartone del tipo Peppa Pig. C’è scritto esattamente “violenza, contenuto sessuale, uso di droghe, linguaggio volgare” . Detto così sembra che stiate per vedere un mix tra "Euphoria", "Natale a Miami" e "Dexter", ma non è così, stiamo tranquilli. Lower Decks è sano divertimento, è quell’ umorismo adulto dei cartoni-commedia già citati, come lo show dei Simpson, che ha arricchito culturalmente, possiamo dirlo, due generazioni, con buona pace delle menti chiuse che lo ritenevano diseducativo ('rtacci loro, quanto danno hanno fatto ai loro figli privandoli dei Simpson).
    Io amo due generi, la commedia e la fantascienza, e adoro la loro commistione. Lower Decks è la concretizzazione di una visione insita nei migliori trekker. Ho immaginato qualcosa del genere e anche realizzato in proposito qualche libro e diversi racconti, ma erano fantasie di un fan, adesso sono cose della Paramount.
    I “Lower Decks” sono letteralmente i ponti inferiori dell’ astronave Uss Cerritos, e proprio sottocoperta si svolgono prevalentemente (o almeno così preferiamo far credere a chi non ha ancora visto la serie)  le avventure dei nostri protagonisti:
   
Il Guardiamarina Beckett Mariner, figlia scavezzacollo di un Ammiraglio della Federazione e  del capitano della Cerritos. Schietta e insubordinata, è adorabile come tutti i personaggi che traggono forza dalle loro fragilità e insicurezze, la sua intelligenza le dà l’impeto da leader, ma lei ama restare in una zona oscillante tra l’ intervenire con decisione e il basso profilo. Rifugge i cambiamenti di status, ha l’età e l’esperienza per salire di grado ma preferisce i Lower Decks come suo ambiente ideale. Il suo voler sembrare dura e fredda, quando allo spettatore è evidente quanta tenera profondità ha il cuore di questa ragazza, la rende adorabile, a mio parere. Pochi tratti di matita creano uno dei personaggi migliori di Star Trek, tutto ciò crea la magia di desiderare di essere amici di un disegnino. Prodigio dell’arte, Miracoli di Star Trek.
    

E c’è il Guardiamarina Brad Boimler. Al contrario di Mariner, è precisino, obbediente, desideroso di una promozione, e ogni volta che si paragona con lei manifesta rabbia e frustrazione, come in qualsiasi serie adolescenziale, ma con grandi effetti comici, visto che Boimler tende a combinare grossi guai abbastanza spesso. 
    
Poi abbiamo una Orioniana, il Guardiamarina D'Vana Tendi. Sempre entusiasta, ottimista, desiderosa di nuove esperienze, curiosa e generosa. Gli Orioniani sono degli alieni che in Star Trek sono noti per il loro pianeta dove è normale la compravendita di schiavi, ma questa è un’altra storia, e se conoscete Star Trek anche solo di sfuggita avete nella testa sicuramente qualche immagine di schiave orioniane, vista l'iconicità di tali verdi creature. 
    
Non del tutto umano è il Guardiamarina Samanthan Rutherford. È un potenziato, ha cioè degli innesti artificiali che ne potenziano le capacità (come il Tenente Airiam di Star Trek Discovery) . I suoi impianti cibernetici gli consentono efficienza ma anche guai come in ogni commedia che si rispetti, adora il suo lavoro nella sezione Ingegneria della Cerritos, vi ricorderà di sicuro molti ingegneri che avete conosciuto nella vita reale e in Star Trek.
    
    Sono un quartetto perfetto. La brunetta, la biondina, l’allampanato e quello sempre in ordine. No, aspetta, quelli sono i Ricchi e Poveri.
    Devono averci studiato molto, questi autori, nel creare questi personaggi. Perché rispondono all’ esigenza che abbiamo noi spettatori della saga, vogliamo che attraverso le storie si sondi l’animo umano, si approfondiscano argomenti interessanti. Se nelle storie dei telefilm ciò avveniva con qualche necessario siparietto di attenuazione della seriosità delle trame, qui il tutto avviene all’interno della rappresentazione scenica leggera e dissacrante. Lower Decks si ricorda del profondo lavoro degli umoristi, della sacra missione della comicità. Che non è quella di non farci pensare, è quella di farci pensare meglio. Nulla è più critico dello sguardo satirico, si pensi al Grande Dittatore di Chaplin o a Fantozzi di Paolo Villaggio, che descrivono la storia e il costume in modo mirabile.
    Lower Decks, libera dal doverci dare una storia seria a tutti i costi, pur essendo cartone animato, può a tratti offrirci narrazioni più consistenti e autentiche di una serie “normale”, ci permette di indugiare su temi a volte messi da parte dalle trame avventurose, come la formazione, il disagio di chi non si sente adeguato al proprio ruolo, la ribellione agli schemi in contrasto con la sicurezza che essi danno. 
    Dieci puntate di 25 minuti sono ancora poco, la Prima Stagione vola come una scatola di gianduiotti, siamo già in attesa della Seconda Stagione, sicuri che Lower Decks abbia molto da dire e da raccontare.     È di fronte a piccole grandi cose come questa serie che ci sembra quasi che il ghiaccio che abbiamo nel cuore piano piano si vada a squagliare, in mezzo al fumo di questo vapore, di questa vacanza in alto mare. 


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giovedì 31 dicembre 2020

Il messaggio di fine anno

     Giunti siamo al passaggio tra 2020 e 2021, tra l'ultimo giorno del secondo decennio del terzo millennio e il terzo decennio del ventunesimo secolo.
    Il millennio, si sa, comincia il primo giorno di gennaio del primo anno del millennio, quindi fu alla fine del 2000 (e non nel 1999) che salutammo per sempre il XX secolo e il secondo millennio.
   E in quell'occasione (e sono passati 20 anni esatti), sulle pagine web di un sito da me curato e dedicato ad argomenti divertenti, fu pubblicato questo pezzo che vi ripropongo nel passaggio al terzo decennio del terzo millennio.
    In attesa di brindare al 2001, il 31 dicembre 2000 apparve il 


MESSAGGIO DEL NAVARCA ALLA
GALASSIA PER IL NUOVO MILLENNIO

    Preziose forme di vita di ogni parte della Galassia,
è con sincera emozione che mi rivolgo a voi in questo giorno che simbolicamente indica l'inizio di una nuova era.
    Mentre le popolazioni e le loro guide illuminate si affannano per condurre verso il futuro questa parte dell'universo, è mia premura inviarvi una esortazione a far spazio nei vostri cuori (o negli organi corrispondenti per le forme di vita non umanoidi) a nuovi atteggiamenti dello spirito, perché il nuovo millennio possa essere per tutti vivibile più serenamente.
    Il mio appello è rivolto soprattutto ai legislatori, agli amministratori dei rapporti tra gli esseri viventi, a coloro che hanno a che fare con i mezzi di comunicazione. Abbandoniamo l'abitudine di fare tanto per fare, ricordiamoci che spesso il non far nulla può far sì che le cose migliorino per naturale evoluzione, e che intervenire per dar forma alle nostre idee può essere causa di cambiamenti che turbino un armonioso sviluppo delle cose.
    Solo una meditata e sincera creatività può essere fonte di vero progresso, tutto ciò che vogliamo far credere a noi stessi e agli altri che possa essere un nuovo bene per la qualsivoglia parte degli abitanti della Galassia, ma invece è solo parte di un progetto di affermazione personale, spesso può causare ansia non utile e dolore.
    Detto in altre parole: nel nuovo millennio cerchiamo di non rompere ciò che allegoricamente gli umani maschi indicano come le loro ghiandole riproduttive tanto per rompere ciò che allegoricamente gli umani maschi indicano come le loro ghiandole riproduttive.
    L'esortazione a una sana pigrizia non può non richiamare a una precisazione: ciò che siamo chiamati quotidianamente a compiere per far sì che tutto funzioni a meraviglia nei nostri rispettivi pianeti va fatto sempre con dedizione e impegno, senza mai sottrarsi ai doveri ai quali siamo chiamati dalla realtà, o l'universo nel nuovo millennio continuerà a soffrire per le inefficienze che tanto disagio creano in ogni forma di vita che lo abita.
    Detto in altre parole: non stiamo a grattarci ciò che allegoricamente gli umani maschi indicano come le loro ghiandole riproduttive quando invece è richiesto il nostro impegno.
    Un ultima esortazione spero ci accompagni tutti verso una nuova era: impariamo ad avere un atteggiamento che guardi le cose con una visione globale del problema che incontriamo, analizzandolo logicamente, e orientandoci verso un contegno che non turbi il nostro vivere come esseri evoluti e illuminati.
    Detto in altre parole: se ci fanno girare ciò che allegoricamente gli umani maschi indicano come le loro ghiandole riproduttive, se il problema non è importante, non è fondamentale, non é serio, impariamo a sbattercene allegramente ciò che allegoricamente gli umani maschi indicano come le loro ghiandole riproduttive.
    Porti il nuovo millennio gioia, serenità e reale progresso per tutti.

IL NAVARCA
Francesco Spadaro
31 Dicembre 2000
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Nota: le Dolomiti sullo sfondo non sono una elaborazione digitale ma neppure quelle vere. 
La foto fu scattata nell'estate del 2000 nel parco "Italia in miniatura" di Rimini. 
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Per l'occasione ecco a voi un riepilogo di quanto potete trovare in questo blog:
RACCONTI
ESTER
RIFLESSIONI
SAGGI
SATIRA DA MEDICI
STAR TREK THE NEXT GENERATION
ENTERPRAIS D ( con ebook pdf e epub )
UMORISMO

TOP TWENTY 2020 (le pagine più viste dell'anno concluso)
13 ESTER
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