lunedì 19 dicembre 2022

Pinocchio, Del Toro e il senso della vita

    Ci sono state e ci saranno sempre versioni cinematografiche di Pinocchio.
Così, a memoria e sinteticamente, ricordiamo lo sceneggiato televisivo di Comencini, con Nino Manfredi che inventa un Geppetto da pelle d’oca, Benigni con la sua strana commedia con i bambini interpretati da attori adulti, Disney con una indimenticabile versione a cartoni animati recentemente rifatta in un live action abbastanza inutile, Garrone con un film visivamente incredibile, dove stavolta Benigni è attore, è Geppetto, vero protagonista del film, favola sull’amore genitoriale . E “OcchioPinocchio” di Francesco Nuti, ambizioso progetto cinematografico dalla storia molto travagliata. Persino A.I. di Spielberg, basato su un progetto di Stanley Kubrick e soggetto di Ian Watson su un’opera di Brian Aldiss, è un’altra versione della fiaba di Collodi. E vi sono molte altre opere e personaggi ispirati al “Burattino senza fili”: il concept album di Edoardo Bennato, il film animato di Enzo D’Alò. E  lo straordinario libro “Contro Mastro Ciliegia”, un libro di teologia che capitolo dopo capitolo segue le avventure del burattino più famoso del mondo.
     Pinocchio fa parte della memoria collettiva, della cultura universale, in Italia e nel mondo. 
Ogni rilettura vuole descrivere il cammino  dell’ uomo verso il poter essere più umano, nel senso di dignità collegato a questo aggettivo e alla meraviglia che suscita l’esperienza umana. Forse anche l’ uomo del bicentenario di Asimov è un po’ Pinocchio. E Data, l’ androide di Star Trek Next Generation, quando parla delle sue aspirazioni col Comandante Riker, questi non può non appellarlo “Pinocchio”, per il suo desiderio di crescita, così simile a quel pezzo di legno che voleva diventare un “bambino vero”. 
Questo articolo vuole soffermarsi sull’ ultima versione cinematografica ispirata alla favola  di Collodi. Un capolavoro assoluto. A partire dalla  tecnica usata per realizzarlo fino alla storia del tutto sorprendente per essere ispirata a una fiaba che tutti conosciamo quasi a memoria.
   
Parliamo di Pinocchio di Guillermo del Toro (Guillermo del Toro's Pinocchio), un film d'animazione del 2022, diretto da Guillermo del Toro e Mark Gustafson, e  realizzato con la tecnica della stop-motion. 
    Per chi non lo sapesse , la  tecnica “stop-motion”, detta anche “animazione a passo  uno” o “frame by frame”  è una modalità di ripresa cinematografica e di animazione che “sfrutta una particolare cinepresa che impressiona un fotogramma alla volta, azionata dall'operatore/animatore. Con questo processo è possibile produrre cartoni animati, riprendendo composizioni di fogli lucidi oppure servendosi di pupazzi (fissi, snodabili, di plastilina, eccetera), (...); affinché la ripresa risulti fluida all'osservatore, sono necessarie molte pose; (...). Largamente utilizzato per la realizzazione degli effetti speciali nel cinema, a partire dal film Jurassic Park del 1993 è stato ormai quasi completamente sostituito dalla grafica computerizzata” (fonte:  Wikipedia  ). Vuol dire che tutto ciò  che  vediamo  in questo film sono veri set, veri oggetti, e pupazzi.  Burattini senza fili come Pinocchio. Legno, silicone, cartone, mosso fotogramma per fotogramma (per un secondo di  film ci vogliono decine di fotogrammi) da animatori specializzati in questo lavoro. 
    Il film ha richiesto 15 anni per essere realizzato.  Guillermo Del Toro ha 
annunciato di voler realizzare una personale versione della favola di Pinocchio nel 2008, e il progetto ha subito rallentamenti (anche a causa dell’alto costo  di  realizzazione di un film  girato in stop-motion che concretizzasse ciò che aveva in mente il regista) fino ad essere abbandonato 5 anni  fa. Ma a mettere il  lieto  fine alla storia di questa opera d’arte ci ha pensato Netflix, che  nel 2018 ha acquistato i diritti del film, e oggi possiamo vederlo e  rivederlo sulla piattaforma di streaming. 

    Diciamolo adesso, per poi abbandonare l’argomento “immagine” riguardante quest’ opera. Il film, fotogramma per fotogramma è straordinario, eccezionale, mai visto, incredibile,  magnifico, favoloso, impressionante.  Luci, fotografia,  realismo delle scene pur fantastiche, fluidità  delle sequenze, sono quelle  alle quali Guillermo Del  Toro ci ha abituato, e non  c’è fotogramma che non porti il marchio del regista. Come avviene con Burton, Lasseter, Federico Fellini, Chaplin, Kubrick:  il fotogramma è il regista. Come quando la  tavola di  un fumetto è inconfondibilmente di un autore . 
     Ma qui lui si è spinto ancor di più, perché nella stop-motion, pur essendo  una  strada  più complicata della tecnica digitale, puoi veramente far sì che le cose e i personaggi siano come li immagini. Il passaggio dalla sceneggiatura allo storyboard fino alla realizzazione delle scene genera qualcosa che si può toccare, il rapporto tra animatore e pupazzo (o oggetto) è fisico.
    Ma in cosa questo film è innovativo? Perché  dovreste  andare a vedere l’  ennesimo Pinocchio  ?  Per una trama  rinnovata in maniera marcata rispetto al libro, per le nuove tematiche che  il film affronta, per  le nuove ambientazioni  storico-geografiche  (è ambientato nell’ Italia fascista tra le 2 guerre) che  creano un film formativo, per come narra i conflitti tra l’anima e la ragione elaborando la crescita dei protagonisti. Pinocchio, un incerto bambino che non conosce nulla del mondo, Geppetto un uomo che affonda la sua disperazione nell’ alcol, Spazzatura, una scimmia serva dell’ avido burattinaio Volpe. E il grillo parlante, Sebastian. Tutti cambieranno, e a cambiarli sarà Pinocchio. Un pezzo di legno trasformerà creature di carne, li renderà migliori all’  interno del cambiamento favorevole che la sua crescita comporta. 
    Come possa nascere  un film del genere lo troviamo nelle parole del regista: 
«Lui e Frankenstein sono i santi patroni della mia vita. L’ho ambientato negli Anni 30 del Fascismo: tutti marionette e lui no» . Che questo Pinocchio fosse la storia di genitori e di figli imperfetti e un percorso penetrante sul senso della vita e della morte, lo si comprende sin dalla prima scena: Geppetto piange la morte  del figlio Carlo (sì, si chiama come Collodi), e in un flashback vediamo come le bombe della grande guerra lo uccidono un giorno nel quale il figlio aiutava il padre nel suo lavoro, intagliare un Cristo di legno che dominava l’altare della Chiesa del paese. Passano anni di dolore immenso, Geppetto si lascia consumare dalla tristezza, e passano molti anni. L’arbusto accanto alla tomba di Carlo diviene un pino molto alto, Geppetto in un giorno di rabbia lo abbatte e lo porta a casa e inizia a creare in modo  imperfetto, asimmetrico (è ubriaco) un burattino di legno. 
    Tutto il film è narrato da un personaggio che conosciamo, il grillo parlante. Che in questo film è uno  scrittore che, dopo aver lavorato presso un avvocato ed avuto altri incarichi connessi allo scrivere, sceglie di metter su casa in un  anfratto tranquillo per poter scrivere le proprie memorie. Ma si imbatte in Geppetto, e assiste alla sua disperazione, e scorge anche una fata che gli affida il burattino, che lei sta rendendo vivo per pietà per Geppetto, ma esige che il grillo provveda a vigilare sul piccolo accompagnandolo nella crescita intellettuale e morale.
    Del Toro vuole collocare Pinocchio quasi come terzo capitolo di un'ideale trilogia iniziata con  La spina del diavolo e Il labirinto del Fauno, ambientati durante il franchismo, e usa come ambientazione  della favola il periodo fascista in Italia . Del  Toro dichiara, in una intervista al C. della sera, di aver voluto <<ricollocare la favola durante il momento storico del fascismo. È una storia di padri e figli, uno dei perni del fascismo è la figura paterna, il paternalismo come forma di dominio ed educazione all’uniformità e al conformismo. La nostra storia è costellata di padri e figli: Gesù Cristo in chiesa è figlio di un figlio che non vuole deludere il padre e che per questo viene crocifisso. Geppetto e Pinocchio, certo. E il personaggio del Podestà, il padre di Lucignolo. Diverse rappresentazioni di paternità, tenera e anche terribile. Per me era importante portare la vicenda in un momento della storia d’Italia in cui il potere pretendeva obbedienza assoluta. Sui muri c’era scritto Credere obbedire combattere ».
    E il burattino, nel film, lontano da certi Pinocchi disneyani sempre un po’ bravi ragazzi, è l’ emblema della disobbedienza . È l’anarchia contrapposta alla dittatura, ma è anche una creatura che fa un percorso dove inizia a comprendere il bene e il male, distinguere la libertà dalla schiavitù, e drammaticamente maturare il senso di giustizia.  Suggestivo è il viaggio della carovana dei burattini: Geppetto segue la tournée lungo tutta l’ Italia senza mai raggiungere Pinocchio. L’ ultima tappa è Catania, ma c’è di mezzo il mare; Geppetto chiede un passaggio per attraversare lo stretto di Messina a un tipo strano che ci  ricorda molto qualcuno (ma questa è un’altra storia), e viene inghiottito da un pescecane.
    La storia, quella vera, ci narra che nell’ agosto del 1937 Benito  Mussolini arrivò a Catania. Ma i libri non raccontano  che  il Duce era un appassionato del teatro dei burattini, e  in questo film  si fa accompagnare a vedere lo spettacolo di Pinocchio. L'’ irriverente burattino, divenuto allergico all’autorità per come il burattinaio tratta i suoi sottoposti e i burattini, allestisce uno spettacolino ad hoc per i fascisti, in particolare per Benito Mussolini. Lui e il fascismo vengono più volte accostati ad escrementi in una coreografia buffa e perfetta, una satira ferocissima diretta ai “fascisti di merda”. Attenzione: se fate parte di questa centenaria categoria ( i F.d.M., intendo) non andate a vedere il film, potreste rimanere offesi. Come di fatto si offende il Duce, ma non vi narrerò di più. E non pensate che vi abbia narrato troppo:  il film ha decine di cose  meravigliose: le figure simboliche della vita e della morte sono quelle che mi sono piaciute di più.

Concludo con le parole che pronuncia Guillermo Del Toro nel documentario sul backstage del film: “Quando ho iniziato a lavorare a Pinocchio, sapevo di volerne fare la mia versione, Non volevo realizzare un mero adattamento, volevo parlare di cose che mi toccavano profondamente. Molti miei film, in un modo o nell’altro, riguardano me  e mio padre  e questo non fa eccezione .(...) Di norma Pinocchio parla di  ciò  che il burattino impara, per poi  diventare buono e quindi un bambino vero. Il nostro Pinocchio non è così, lui cambia tutti grazie alla  sua  purezza. (...) Cambia tutti. E capisce chi è come essere umano. Il film ha superato le  mie  aspettative. È un film che avrei voluto vedere da bambino. È un film che vorrei vedere da adulto, è un film di cui vorrei parlare con la famiglia, con la possibilità di vederlo quando voglio dopo la prima volta, perchè si crea un legame intimo  tra lo spettatore e il film. Ogni volta che lo guardo mi piace  di più e spero sia così anche per il pubblico”


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sabato 23 aprile 2022

Il medico del vicino


Buonasera signora Pappati, mi scusi se la
importuno, sono Remaso, l'inquilino del
secondo piano. Volevo sapere se aveva
detto all' amministratore della luce della
scala che porta ai garage. Ieri sera tornavo,
dopo esser stato dal medico, alle dieci, e
ho visto che ancora non è stata aggiustata...

Buonasera, sì, ho parlato con l'amministratore,
ha detto che l' elettricista arriverà domani...
ma il suo medico lavora ancora alle dieci di sera?

Certo, anche fino alle undici ha lo studio aperto...
Anche il suo medico lavora fino a tardi?

 Il mio medico chiude lo studio alle 24,
ma poi lascia il cellulare acceso di notte...
il dottor Perfettone, giorno e  notte
risponde sia al telefono che alle mail e su
whatsapp...

Il mio medico, la dottoressa Indispensabile,
risponde anche su Messenger e su Telegram.

Ah, se per questo il dottor Perfettone anche
su Instagram...

E su TikTok? La dottoressa risponde pure su
TikTok, ieri le ho trascritto le mie analisi delle
urine a commento di un suo balletto su TikTok!

Il dottor Perfettone mi ha guarito dalla tracheite
con solo tre giorni di antibiotico!

La dottoressa mi ha dato un antibiotico che fa
passare la polmonite con una sola pillola!

Ah, se è per questo a me il carissimo Dottor Perfettone 
dà delle bustine che
basta aprire la bustina, e già a respirare l'odore
mi passa tutto!

Ma la narcotici lo sa, di queste bustine?

Ma che ha capito? È Ibuprofene, ma una riserva
speciale che gli manda suo cugino dall' America
e che lui conserva per i suoi assistiti preferiti!

Per i suoi assistiti preferiti la dottoressa offre il caffè!

Il dottore anche il cappuccino!

La dottoressa d'estate il tè freddo!

Bomboloni, Panini, Caffè Borghetti, Birra!

Ah, no la birra no, sono astemio e a dieta.
La dottoressa mi ha fatto perdere 20 chili in 18 giorni.

Il mio dottore me ne ha fatto perdere 25 in 15 giorni.

Senza nessuna amputazione? Le ha lasciato tutti gli arti?

Sta scherzando? Guardi che Perfettone ha una dieta che
mangi tutto quello che vuoi a tutte le ore, non hai bisogno
di attività fisica, e bevi l'acqua solo se hai sete!
Tranne alcuni Alimenti proibiti, puoi veramente mangiare tutto!

E quali sono gli alimenti proibiti?

Fettina di pollo ai ferri, carote, lattuga.

La dottoressa mi prenota lei le visite e gli esami.

Il dottore li prenota e conosce tutte le indicazioni per
non stressarsi nel raggiungere gli ambulatori.

La dottoressa manda un autista per accompagnarci.

Il dottore in genere accompagna lui, se no manda 
il solito taxi.

E i certificati a pagamento? La mia dottoressa 10 Euro!

Si fa pagare solo 10 Euro un certificato?

No, insieme al certificato ti dà 10 Euro, 15 se lo ritiri l'indomani.

Il mio dottore riceve gli informatori fuori
dagli orari di studio per i pazienti.

La mia dottoressa riceve gli informatori fuori
dagli orari di studio per i pazienti. Pare che li faccia
anche frustare.

Pensi al medico che avevo prima: si arrabbiava se uno gli
telefonava al cellulare alle 6 di mattina per sapere i suoi
orari di ambulatorio! Che brutta persona!

Ma guardi, il medico che avevo prima, l'ho cambiato appena
ha risposto a una mia mail ben 3 minuti dopo che l'ho mandata!
Peggio di quello di prima! Una volta gli ho mandato un 
vocale di quattro minuti su whatsapp e ha avuto da ridire!
Io se devo chiedere una ortopanoramica per vedere la carie
devo esprimermi con le pause necessarie!

E quello prima ancora... 
una volta davanti al suo ambulatorio
l' ho fermato e gli ho chiesto di scrivermi le pillole piccole che
devo prendere la mattina. 
Ha detto che non capiva che pillole
erano! Che medico è uno così?

Meno male che ora c'è la dottoressa Indispensabile!
Io vado ogni giorno da lei per controllare la pressione!

Anch'io vado ogni giorno dal dottor Perfettone
per controllare la pressione. Mentre che c'è mi
controlla anche acqua, olio, luci...

Che bello avere questi medici così,
peccato che la mia dottoressa andrà presto
in pensione, penso che andrò dal suo...

No, anche il mio andrà in pensione ,
ma mi dicono che due isolati più avanti c'è un
ambulatorio con due dottori
che proiettano in quattro sale d'attesa DAZN , Netflix,
Sky, Prime e Disney+, tutto in 4 K,
oltre il caffè e il tè freddo c'è la Pepsi .
Il Sabato anche il Mojto.
Se chiedi un certificato per la palestra hai due mesi di palestra pagati,
a Natale il Panettone, a Pasqua la Colomba...

E l'uovo?

No, l'uovo no. C'è lì un dottore che  non vuole . 
Dice che l'uovo fa alzare il colesterolo.

Allora cerchiamo meglio. 
Ci sono di sicuro dottori migliori,
e perdindirindina.


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Dello stesso autore, e sullo stesso argomento, 
 troverete in questo BLOG :
   Radioaspirina , 
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domenica 3 aprile 2022

Proseguendo Picard, puntata per puntata

     
     
    Prima puntata poderosa, Prime presenta Picard porgendo popolari personaggi preziosi per proseliti. Plot pazzesco, programma preferito, piace per piacevoli peripezie presentate perfettamente. Perché Picard possiede produzione palesemente potente (Paramount più Prime) . Prevedo portenti per prossime puntate...
     Perturbazione preoccupa pianeta, perciò Picard prende piroscafo per provvedere. Però, purtroppo, Principessa poco pacifista prende plancia. Potente personaggio presentasi profondamente perturbante, praticamente pazzo. Picard, pur positronico, percepisce preoccupante pericolo.
     
     Picard percepisce pianeta profondamente permutato, però presidentessa pare proprio platinato piacente personaggio. Perciò pare prudente, percependo paura, procurarsi principessa per partire per passato. Purtroppo, però,  pare poco probabile percorrervi placidamente. 
     
     Puntata principia purtroppo presentando problemi piuttosto preoccupanti: pupillo perisce, perciò Picard provoca proteste perché preferisce preservare Principessa per pescare personaggio permutante passato. 
     
     Puntata perturbante. Prima prelevano Pinot presso posto pericolante, poi pilota peloso passa periodo poco piacevole presso prigione, poi Picard perviene presso pub per parlare proficuamente, poi potente personaggio passa per pirla perché perde poteri.

     Puntata piena. Progettista polverizza Principessa per proteggere poliziotto, però Principessa perisce praticando possessione. Potente personaggio precetta professore preoccupato per parente prossima. Picard progetta pervenire presso party per preservare progenitrice, poco pronta per partire perché plagiata per presunto psichiatra.

    Puntata pomposa. Picard più proprio personale pervengono presso party, Principessa possiede pienamente progettista. Poi Picard più Picard parlano proficuamente. Perfido professore progetta perdita progenitrice, però Picard protegge Picard perdendo proprietà percettive. Pilota peloso porta Picard presso professionista per prestare proprie premure perché patologie passino. 

    Puntata pensierosa. Picard, psicanalizzato poltrendo, percepisce passato personale. Psicologo (poi palesatosi padre) pareva perseguitare progenitrice, però, poveretta, pativa prigionia per problemi psichiatrici.  Progettista polverizza prodotti perché posseduta. Pilota peloso porta professionista più pargolo presso piroscafo.

    Puntata "Pietá": poliziotto preleva Picard per processarlo, però Picard pare poco propenso per parlare. Professore perde pulzella Prometeo; però progettista, pienamente posseduta, profila per professore periodo prestigioso. Personaggio potente percepisce prossimo perire. Pilota peloso piace parecchio, professionista provvede perché percepisca: pciù!

    Puntata pazzesca: potenti parassiti pugnano presso piroscafo, programmatrice produce pupillo proiettato.  Prepotente professore provoca Picard, pilota peloso provvede per proteggerlo. Picard pensa: progenitrice perì poiché percorse porta. Platinato piacente personaggio presentasi potenziato perché pericolo passi, però Principessa prende piroscafo. 

    Progenitrice parte, protettrice perisce prendendone posto. Professore perde progetti, però piglia portfolio per potenziati. Potente personaggio proferisce preferenza per Picard. Pilota peloso permane presso periodo passato. Portentoso pellegrino (prima piccolo pilota) palesasi precettando pulzella. Principessa/programmatrice proteggerà pianeti. Picard perdona profondamente propria persona. Prime programmerà prossime puntate prendendo, pare, personaggi popolarissimi.
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domenica 27 marzo 2022

Se telefonando, e quando

    La serie televisiva Calls è diversa da ogni altra produzione, non è nulla di simile ad alcun programma TV che abbiate mai visto.
    Si tratta di una miniserie in 9 puntate di 20 minuti l'una, disponibile su Apple Tv+ , ed è assolutamente diversa perché non vedrete il volto di alcun personaggio, non vedrete alcun luogo.
    Ebbene sì, Calls è narrata solo attraverso le voci dei protagonisti. Come in uno sceneggiato radiofonico, come in un podcast narrativo. E, come accade nel mio racconto Ester, si tratta di una storia fantascientifica narrata attraverso l'ascolto di conversazioni al telefono. 
    Vedrete i nomi degli interlocutori sullo schermo, leggerete le loro conversazioni (attivando i sottotitoli potrete seguirle anche in italiano) su uno sfondo animato da immagini astratte, ma non casuali. Le elaborazioni grafiche seguono il ritmo della storia, la dimensione dei caratteri e la posizione delle frasi sullo schermo è legata alle vicende. Le musiche di sottofondo trasmettono all'ascoltatore l'atmosfera della vicenda, colma spesso di inquietudine. Quindi, pur facendo rivivere il fascino dei radiodrammi d'un tempo (ricordate "La guerra dei mondi" di H.G.Wells trasmessa alla radio da Orson Welles nel 1938?) è un prodotto concepito per la fruizione televisiva. 
    Di cosa parla Calls ?
    Puntata dopo puntata ascoltiamo i dialoghi telefonici tra gente comune, ma nel corso delle conversazioni accade a tutti qualcosa di strano, le loro vite apparentemente normali vengono sconvolte da avvenimenti incredibili. Sin dal primo capitolo, che si intitola LA FINE e che ci racconta (forse) l'apice del dramma. Andando avanti scopriremo che una strana anomalia fa sì che le telefonate, nel mondo di questa fantastica distopia, iniziano ad avere una strana caratteristica: gli interlocutori parlano tra loro e scoprono presto che la loro conversazione sta attraversando il tempo, che il giorno nel quale chiami è diverso da quello di chi sta dall'altra parte della linea.
    Non vi dico di più. Le storie sulle distorsioni temporali hanno una loro grande tradizione letteraria e cinetelevisiva nella storia della fantascienza, e accostare Calls ad altre opere che mi vengono in mente potrebbe essere un po' troppo rivelatore della trama .
    Qui ci troviamo di fonte a una cosa nuova, un'esperienza che svecchia ogni schema di trasposizione della fantascienza. Perché in questa miniserie il fantastico passa SOLO attraverso la voce, e noi ascoltiamo in effetti solo la voce dei personaggi, se ci pensate bene non c'è bisogno di altro che udire i colloqui dei personaggi per essere presenti agli avvenimenti narrati: le chiamate, Calls . È probabile che, una volta iniziata la serie, vogliate vedere le puntate una dopo l'altra, e credo che la serie sia così incalzante che vi affascinerà abbastanza da volervela sorbire tutta d'un fiato. Non fatevi disorientare dalle prime vicende, tutto piano piano si legherà in un un unico affresco, ogni dettaglio delle storie percorrerà la strada per collocarsi al posto che deve avere in quest'opera, che non poteva divenire un romanzo, o un film, o una serie nella quale si usa l'obiettivo della macchina da presa. Poteva diventare solo Calls. 

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martedì 22 marzo 2022

Come va?

     L’ articolo che sto per ri- proporvi, pubblicato nel
Gennaio del 2004 nella rivista “Star Trek Italia Magazine” è stato ispirato dal capitolo "COME VA?" del libro di Umberto Eco "IL SECONDO DIARIO MINIMO". Il divertissement del celebre scrittore propone diversi modi di rispondere alla domanda "Come va?".Il gioco consiste nel fatto che ogni personaggio citato dall’ autore, naturalmente, risponde con una frase o un modo di dire che si ricollega alla sua storia. Nell’ opera di  Eco abbiamo per esempio risultati di questo genere:

Icaro: "Uno schianto!"

Damocle: "Potrebbe andar peggio"

Ulisse: "Siamo a cavallo"

Ippocrate: "Sinché c'è la salute..."

Muzio Scevola: "Se solo mi dessero una mano..."

Attilio Regolo: "Sono in una botte di ferro"

Giobbe: "Non mi lamento"

Lorenzo de' Medici: "Magnificamente"

Darwin: "Ci si adatta"

Dracula: "Sono in vena"

Spielberg: "Bene, E:T?

San Pietro: "Mi sento un cerchio alla testa

Cyrano: "A naso, bene"

Bellini: "Secondo la norma"…

E così via … 

     Sovente nei miei pezzi per le riviste Trek amavo cimentarmi in esercizi di stile per appassionati, come ad esempio nel tautogramma “Per Picard” o nel poema “Generescions” , perciò pensai di trasportare il gioco del "Come va?" nell’ universo di Star Trek.  Le battute si comprendono, è chiaro, conoscendo i personaggi di Star Trek, ma anche questa può essere una occasione per ripassare o scoprire la saga tele-cine-visiva più bella di sempre.


James Kirk: "Non secondo le regole".

Spock: "Sto bene. Ricordalo".

Leonard McCoy: "Non sono morto, Jim".

Montgomery Scott: "Quanto tempo ho?".

Hikaru Sulu: "Excelsior... ".

Pavel Chekov: "Non come quand'ero giovane".

Nyota Uhura: "Mi avete chiamato?".

Jean Luc Picard: "Ho la testa sgombra".

William Riker: "Mi sento il Numero Uno".

Data: "Pienamente funzionale".

Geordi La Forge: "Mi vedo bene".

Deanna Troi: "A me bene, a te pure".

Worf:  "Si combatte".

Beverly Crusher: "Controllerò".

Miles O' Brien: "Tecnicamente, bene".

Q: "Da Dio".

Benjamin Sisko: "Sono davanti a un tunnel".

Kira Nerys: "Si resiste".

Dax: "Sono occupata. Ho un ospite".

Odo: "Mi sento cambiato".

Quark: "Affari miei".

Julian Bashir: "Vado al massimo".

Kathryn Janeway : "Bene. A casa non so".

Chakotay:"Augh!".

Thomas Paris: "Ho superato il limite".

B'Elanna Torres: "Mi sento un'altra".

Neelix: "Come il cacio sui maccheroni".

Medico Olografico: "Ho dei buoni programmi".

Tuvok:"...".

Harry Kim:"Si vive una volta sola".

Sette Di Nove: "Domanda futile".

Jonathan Archer:"Come nessun uomo è mai stato prima".

T'Pol: "Non in maniera umana".

Charlie Tucker: "Ho uno stato interessante".

Phlox: "COME VA lo chiedo io".

Malcom Reed: "Ho l'acqua alla gola".

Travis Mayweather: "Sono nero".

Hoshi Sato:  "Come hai detto?"

Porthos: "Da cani". 

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DELLO STESSO AUTORE, SU QUESTO BLOG: LA GUIDA A STAR TREK PER I NON TREKKER
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domenica 20 marzo 2022

Picard ed altre storie Trek


 La conversazione con Francesco Spadaro @navarca a proposito di Picard e altre storie Trek, svoltasi Domenica 20 marzo 2022 sul canale Instagram @the_um_sentinel ,
a proposito di Picard ed altre storie Trek.

Trovate QUI la registrazione su Instagram .

venerdì 4 marzo 2022

Il contrappasso del 2022

     Le storie, quando spaziano nella fantasia estrema, che sia un' invasione aliena o una catastrofe ambientale, un sortilegio o una saga di popoli immaginari, ci raccontano sempre dell' animo umano, sono un viaggio nelle domande più profonde, una lama affondata nelle nostre incertezze.
    È giunto in libreria il romanzo fantastico, tanto strano quanto avvincente, "CONTRAPPASSO" della scrittrice Andrea Delogu, al suo esordio nella pura narrativa. Dopo averci raccontato nei suoi due precedenti libri fatti legati alla sua vita reale (la sua infanzia a San Patrignano e la sua esperienza con la dislessia), qui veniamo trasportati in piena fantascienza distopica. Gli eventi del romanzo avvengono 30 anni dopo un enorme sconvolgente cambiamento  piombato come un incubo sul nostro pianeta: nel 2022 una specie di strano incantesimo mondiale genera improvvisamente nella natura una globale legge del taglione , che fa sì che ogni volta che si uccide un animale si segua istantaneamente la stessa sorte: schiacci una formica e il tuo corpo soccombe appiattendosi, lacerandosi, ammaccandosi nello stesso modo nel quale è stato distrutto il corpo dell' insetto al quale hai tolto la vita. Presupposto pazzesco per costruirci un romanzo di 426 pagine, ma la forza di questo libro è nell' intraprendere la sfida di un'idea "alla Stephen King" e affrontare lo sviluppo di personaggi, vicende, colpi di scena ed emozioni per il lettore. Sfida vinta, secondo me. Giudico un libro o un telefilm a partire da quanto mi ha "preso", da quanto non mi ha annoiato. Se non vedi l'ora di poter lasciare tutto per ripiombare tra le pagine del volume del quale  hai intrapreso la lettura, hai trovato il libro che fa per te. E non è un incontro che mi capita spesso.
    Quel  terribile giorno del 2022,  in cui la gente inizia a morire in modo violento e orrendo e per qualche oscuro motivo uccidere un animale, grosso come una mucca o piccolo come una mosca, ha come conseguenza il seguire specularmente, istantaneamente, lo stesso destino, e morire nella medesima maniera,  viene narrato trenta anni dopo, poiché la nostra protagonista, Sara, che ha solo 25 anni e non ha conosciuto il mondo di "prima del contrappasso", vuole indagare su coloro che hanno preso le redini della società trasformando la vita di tutti in una gabbia, col pretesto della sopravvivenza ad ogni costo.
   La scrittura di questo libro ha la sua genesi nei primi giorni del lockdown, in quelle giornate quando si poteva uscire di casa solo per pochi determinati motivi e, quando si andava a fare la spesa, si stava alle volte in fila per molto tempo. Una mattina l'autrice si reca al mercato e viene invogliata all'acquisto di cicale di mare freschissime. Per chi non lo sapesse, le cicale di mare (conosciute anche come canocchie), sono dei crostacei che si trovano nel nostro mare mediterraneo.
    Felice di poter mangiare qualcosa di fresco dopo diversi giorni passati a mangiare surgelati, appena tornata a casa Delogu butta in padella le canocchie, nell'olio dove stava già soffriggendo l'aglio. Si rende presto conto che le cicale di mare che le erano state presentate come molto fresche sono in realtà vive, e che, stanno muovendosi nell'olio bollente. Mangiare animali uccisi è vissuta abbastanza comunemente come un'abitudine; ma li acquistiamo già morti, puliti, freddi, immobili. Vedere quelle creature agitarsi nell'olio bollente la sconvolge e per quella sera non riesce a mangiare nulla, si sente dentro quella scena, e nella notte comincia a scrivere il suo dolore, crea la scena iniziale del libro, racconta di una donna che butta in padella delle cicale di mare, una cottura con conseguenze terribili.     
Tra la scrittura dell' incipit e la proposta al suo editore passa poco tempo, e inizia così per l'autrice un viaggio creativo durato due anni che conduce a questo libro. Dall' idea iniziale parte la costruzione di un altro mondo, un pianeta dove da 30 anni l'uomo non può uccidere alcun animale, un'era determinata da questo contrappasso, che ha modificato le città (tutte bianche per non perdere di vista il più piccolo insetto), le regole del vivere, l'atteggiamento di fronte alla salute, il valore della vita umana. Un universo dove tutta la nostra quotidianità deve essere ripensata sfida l' anima e la mente di un autore, che deve per forza metterci anche la propria oscurità interiore e il proprio sole, e in questo romanzo è evidente più che mai, ed è raro avvertire nel leggere storie fantastiche la sensibilità del narratore. In particolare mi ha colpito un passaggio, quando si evidenzia la differenza tra i medici della generazione che ha conosciuto il mondo senza il contrappasso e i medici della nuova generazione, il loro rapporto diverso col giuramento di Ippocrate. Sottolinea in modo per me emozionante l'anima della professione medica, confrontandola con la sfida che la nuova realtà esposta nel romanzo affronta. 
     È facile immaginare un mondo che parta da un'ipotesi assurda, il vero lavoro del narratore è rendere logico tutto ciò che ne consegue. Qui il nostro "mondo nuovo" è descritto attraverso un'indagine per colpire chi sta regolando la vita della gente con regole inaccettabili per la protagonista. Tra una vicenda da thriller mozzafiato e una storia d'amore essenziale per rendere vivi e "reali in un mondo irreale" i protagonisti, il mondo del contrappasso diviene il nostro mondo tutto il tempo nel quale ci immergiamo nel romanzo, e l'autrice ci offre la possibilità di vederlo da diversi punti di vista, perché non ci si può imbattere in un cambiamento trentennale conseguente a una crisi così radicale con una visione limitata, è necessaria a volte una rivoluzione copernicana dell' osservazione: una volta descritte le vicende Delogu fa questa operazione raccontando il passato dei personaggi chiave del romanzo, perché possiamo conoscere come e perché sono divenuti quelli che sono. Leggendo "Contrappasso" non sempre il punto di vista che definisce i buoni e i cattivi della storia resta delimitato, così come non è un libro sic et simpliciter animalista, e non è un libro che indugia nella tenebra o nell' orrore, è una narrazione dove i personaggi sono ben descritti e la storia è scorrevole, cambiando scenari e atmosfere al momento giusto. 
     Un mondo che d'un tratto deve ricostruirsi rinunciando alla sua struttura è una buona tavolozza sulla quale costruire domande come fossero colori, ma i personaggi che vivono in quel mondo devono compiere scelte, e la fantascienza è spesso la narrazione di dilemmi più grandi che in altri generi letterari non sono possibili , proprio perché fa cadere alcune barriere per l'immaginazione, . E questa narrazione del possibile sfrenato affascina chi ama il genere proprio perché permette di analizzare il presente raccontando un possibile futuro, strutturando un sogno. "Contrappasso" è questo, ancora una volta per la narrativa di anticipazione. 
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