domenica 30 gennaio 2022

La Mailing list fantasma

     Quella che state per leggere è una storia del millennio scorso,
ed è una storia vera.
     Questo racconto è stato pubblicato sul numero di novembre 1999 della webzine SPACE FICTION, con grande senso dell'umorismo del direttore. Anche se parla di canali di comunicazione oggi obsoleti, credo che scoprirla o rileggerla farà sorridere un po' di gente. E credo che tirarla fuori dal cassetto dei ricordi sia una testimonianza storica di un mondo lontano. 
     Era la fine del secolo, non esistevano facebook e instagram, eppure c'era gente che era già tanto social . La gente capitata "per caso" in questa vicenda era più o meno un gruppo di appassionati di fantascienza cine-televisiva e letteraria. Se capitasse da queste parti qualcuno che si riconosce nei personaggi di quella strana weekend,
si faccia vivo in Direct Message QUI 👈  o nei commenti. 
Buon Divertimento d' annata.

☺☺☺☺☺☺☺☺☺☺☺☺☺☺

La Mailing List fantasma ( da Space Fiction , 11/1999)
    A volte le storie non è necessario che vengano inventate, si scrivono da sé.
Poiché alcuni dei protagonisti della storia sono persone tremendamente serie cercheremo di narrarvela senza usare i veri nomi. Le e-mail che trascriverò sono riportate nella loro lingua originale, prive di traduzioni o correzioni da parte del sottoscritto, volendo essere questa una cronaca di avvenimenti realmente accaduti.
    Accadde una sera di venerdì, esattamente il 15 Ottobre 1999 alle ore 20.06. Un certo Will Riker (non sappiamo se si tratti del famoso Numero Uno o di un suo omonimo) fece una cosa apparentemente innocua, mandò una e-mail.
    Il testo della lettera non conteneva
alcunché di dirompente:
"Tranquillo... domani ti mando l'articolo eh.. (come avevi detto 6 giorni...) sui borg... come anticipato
Live Long and prosper
Will Riker".
La risposta era ancora (apparentemente) più innocua:
"mi raccomando..."
Sarebbe potuto essere un regolare scambio di normale posta elettronica, se non fosse accaduto che circa 200 persone, tra cui il sottoscritto, avessero trovato le suddette epistole nella loro casella postale. Indirizzate a una mailing-list alla quale non ricordavano di essersi mai iscritti.
    Il primo ad aprire la posta, ignaro dell'invasione a cui in molti avrebbero assistito, fu il Comandante Mark Summer, il suo fu il primo grido d'allarme:
"scusate...ma che è sta mail?
Comandante Mark Summer - Co della USS Vanguard - NCC 312802".
    Riker, ritenendosi lui il responsabile dell'impiccio, rispose prontamente:
"uhm... scusa... ma credo che il mio pc si sia evoluto a forma di vita
autonoma... infatti spedisce le mie mail a chi vuole lui..
scusa per il disguido ^_^ Live Long and prosper
Will Riker".

    Infatti tutti sappiamo che alcuni mesi prima un terribile Virus Informatico chiamato "Melissa" aveva invaso la rete delle reti agendo subdolamente nella Rubrica degli Indirizzi di un noto programma di posta elettronica, spedendo autonomamente ai primi 50 nomi della suddetta rubrica una e-mail con allegato un documento infetto, alla cui apertura Melissa si propagava facendo la stessa cosa ad altri 50 indirizzi della rubrica. Secondo l'ipotesi di Will Riker stavolta le cose erano ben peggiori, le e-mail venivano spedite a sconosciuti, il computer stava violando la privacy di ignari individui e stava iniziando un nuovo terribile capitolo nella storia dell'informatica mondiale: lettere spedite a una persona e lette da chiunque, si prospettavano tempi duri per le comunicazioni.
    Fortunatamente le cose non erano proprio a questo punto. Semplicemente esisteva una mailing list, di cui quasi nessuno sospettava l'esistenza, chiamata "spacelist", e i tipi in questione erano iscritti loro malgrado a questa mailing list, ogni messaggio veniva inviato a 209 destinatari, la verità stava venendo a galla:
"e m'e' tornata pure a me!!!! ma che siamo entrati in una Mailing List? chi ci ha iscritto? cmq l'e-mail la mando a spacelist, e mi stanno arrivando i mex.....
chi e' che la gestisce? come c'e' finito anche il mio nome?
Ciao a presto (tanto lo so che mi ritornera'qualcosa.....)
Flegiàs da Cardassia I
Consigliere sull'Arcadia
Giornalaio su TIS1
Ingegnere Capo sulla Fenrir
ma soprattutto..... Numero 1 sulla Rugantino".

   "Me lo chiedevo pure io O____o
   Ciao!
   Lazarus Long"

"Aloha Riker, mi stavo appunto chiedendo come facevo ad essere dentro una mailing list che
non conoscevo...
Live long and prosper
Warp9"

    Particolare interessante: alcuni dei partecipanti all'inghippo si conoscevano tra loro.
"pure qua stai? ma non c'hai niente da fare? ^_________^
senti un po', ma te non ne sai niente? a chi dobbiamo chiedere per
levarci dalla ML? C A N C E L L A T E M I !!!!!!!!"
    L'Ammiraglio Long decise di spiegare a persone di grado inferiore che vi sono regole precise che regolano l'universo:
"Ma iscrivere senza consenso e' impossibile!!
Certo io non ricordo di averlo dato.. ma probabilmente e' successo O__o
Ciao!
Lazarus Long"
e successivamente fu in grado di spiegare a tutti la vera natura del disastro e cosa (e chi) l'aveva generato:
"Trovato.. questa era una di quelle ML fatte solo per ricevere un mex ad ogni
uscìta di un numero di una webzine (carina fra l'altro..).. ma il gestore
della ML chiaramente non e' capace di usare egroups e non ha settato la
lista come "only managers can post"...
Riker poi ha sbagliato ha mandare una mail e anziche' ritornargli il mex e'
passato...
Quindi il suddetto Alexo82, moderatore
unico di questa lista e' pregato di andare sul sito egroups (QUI:
http://Omissis) e dare una sistematina..
cosa che di certo non ha MAI fatto visto che sul sito c'e' gente bouncing da
mesi che nessuno ha provveduto a togliere
Inoltre smettiamo di scrivere cmq perche' la lista ha *209* membri e stiamo
rompendo le balle.
Se vi volete togliere andate su
http://Omissis e modificate la vostra
sottoscrizione.
Ciao!
Lazarus Long"

    Un Ammiraglio è un Ammiraglio, non c'è che dire.
Intanto Will Riker era sempre più convinto di essere lui il responsabile:
"ultimo mex...
scusate tutti per il casino ...^_^"
Ma l'ultimo mex era ancora lontano da venire.
Nei quarti d'ora successivi decine di messaggi contenenti frasi del tipo:
"Cancellatemi dalla ml"
oppure
"delete me"
venivano inviati alla lista e ricevuti da tutti. Tra l'altro alcuni messaggi contenevano (inutilmente) tutti i testi copiati ("quoted") dalle precedenti lettere, quindi erano lunghissimi, anche se volevano solo comunicare il desiderio di essere rimossi dalla lista. Qualcuno cominciò a distribuire consigli su come fare a cancellarsi dalla lista, bisognava mandare una e-mail... e i vari tentativi di mandare una e-mail per auto-cancellarsi producevano messaggi per tutti gli incolpevoli iscritti. Man mano che il tempo passava e la gente apriva la posta e trovava tutti i messaggi, reagiva con stupore e mandava e-mail:
"ma dove mi trovo?
chi è?
chi siete?" .
Qualcuno alzava la voce, la cosa doveva apparirgli grave:
"Non è per puntare il dito contro qualcuno ma penso che tutto 'sto casino lo dobbiamo a colui il quale si proclama direttore di questa nuova redazione fantascientifica e cioè Alexo, come si può leggere dal messaggio di cui ho fatto il reply. La sua e-mail è alexo82omissis. Se volete farvi sentire fatelo pure e sopratutto numerosi, così almeno capirà
che non è per niente divertente trovarsi la casella e-mail piena di messaggi inutili e per niente desiderati!
Spero di avervi fatto un grosso piacere!
Gul DaFo"
    Procurarsi l'inimicizia di un cardassiano non è cosa augurabile a nessuno, la situazione volgeva al dramma.
Strani idiomi indicavano che in onda c'era gente appartenente a razze sconosciute:
"chi e inganna con l'inglese lo comunichi che se c'e qualcuno ch non è capace a togliersi può contare su di lui (il mio caso sperando di non essere
l'unico)"
e frasi inquietanti tingevano di intrigo e mistero la storia incredibile a cui stavamo partecipando:
"Tra l'altro solo un traditore della flotta poteva scatenare un casino cosi
vero Wil?
L." .
    Il sottoscritto fece un tentativo di sdrammatizzazione, e, essendo un italiano, cercò di approfittare della situazione per mandare messaggi personali e farsi pubblicità:
"E' interessante scoprire un mondo sconosciuto, quello delle mailing list che
esplodono invadendo le caselle di posta di tante persone. Ancora più interessante scoprire che le vittime sono nomi conosciuti del famoso giro trekkofilo, ho anche ricevuto una lettera di un amico, alquanto frastornato dalla tracimazione epistolare, che mi chiedeva lumi.
La cosa buffa è che il casottino dura da due giorni, e nulla viene aggiustato.
E' stato assai divertente, un'esperienza interessantissima, ma adesso vorrei finisse.
Mi chiedo: ora come faccio a cancellarmi? Il persistere del problema mi fa sospettare che le soluzioni proposte siano poco efficaci. Ma sta ml è quella di Space? Allora colgo l'occasione
per dire all'amico che fa Space che sono onorato dal fatto che il mio sito sia linkato dalla sua graziosissima rivista, ma come gli ho fatto notare in una e-mail a cui il suo computer un pò mattacchione non è stato in grado di rispondere, il banner della Nave Archimede non ha il collegamento, per cui la freccia non diventa manina e non si può venire a trovarmi. Il link alla Nave Archimede presente nella rubrica "premi" non è quello esatto, e questo
forse è colpa del mio computer, anch'esso non esente da errori. Shakà.
Comunque attendo il numero di ottobre.
Le sue braccia aperte (quando caddero le mura).
IL NAVARCA".
    Ciononostante la prosa dei partecipanti assumeva toni sempre più duri, e arrivò anche l'e-mail che nessuno vorrebbe mai ricevere, il temutissimo e paventatissimo MESSAGGIO DI POSTA ELETTRONICA SCRITTO CON TUTTI CARATTERI MAIUSCOLI:
"MA CHI ..ZZ. è A ROMPERE LE BALLE ! QUESTA ML DOVREBBE ESSERE GESTITA DA QUELL'INCOMPETENTE DI ALEXO GLI HO MANDATO UNA MAIL DI PROTESTA, SPERO CHE SISTEMI TUTTO !"
    La vicenda proseguiva senza vedere l'avvicinarsi di una soluzione, cominciai a temere che sarebbe andata per le lunghe e manifestai il mio timore:
"Ho il sospetto che Alexino si stia facendo un finesettimana senza computer.
IL NAVARCA".
Qualcuno cercò di diffondere una ventata di buonsenso (trascrivo senza tradurre):
"Siccome inchioda la posta ed Alessandro non c'e' consiglierei di stoppare
l'invio dei messaggi
e srivere in privato ad Alexo
il suo indirizzo è : alexo82omissis
questo mesaggio e stato inviato in copia al lui le lamentele FATELE AL INDIRIZZO SOPRA INDICATO
SE NOI TUTTI CONTINIUIAMO A SCRIVERE INSULTANDOLO NON SERVE A NIENTE BISOGNA SPERARE SOLO CHE SIA CAPACE DI RIMETTERE TUTTO A POSTO HA SOLO 16 ANNI E FA
GIà TANTE COSE BISOGNA SOLO METTERE PAZIENZA
L. "
Qualcun altro trovò aspetti pedagogici nella vicenda:
"Per mettere fine alla faccenda, consiglio di "eliminare" la mailing-list
<<Spacelist>>
Chi ha la "password" per poterlo fare, si adoperi in tal senso.
Spero, almeno, che quanto sta succedendo possa servire di lezione.
Norad-57".
    E poi, non poteva mancare, e con toni che ricordano il buon Mosè quando presentò le Tavole della Legge, la predica sui principi etici di Internet, la cosiddetta "netiquette" (anche stavolta trascrivo senza tradurre):
"Siccome Alexo e assente ed è lunico ad avere la password dobbiamo essere
noi a cercare di non farci inchiodare la posta eseguendo delle semplici
regole.
1) Ormai Alexo a capito un certo disaccordo a chi fa parte di questa
mail list per cui non continuerei a mandare mesaggi dek tipo "TOGLIMI" ecc ecc
2) Quando risponderai ad una mail che ti interessa dovrai quotare solo il minimo indispensabile a cui
rispondere. Questo per non appesantire le mail e per renderle più leggibili. Se non sai cosa vuol dire "quotare" è presto detto.
Una mail quotata è il testo preceduto da > che i programmi di posta mettono
quando fai un reply di un messaggio.
3) Gli attach (i file allegati) sono "scortesi". Mi sembra che la ml non accetti proprio mail che ne contengono di superiori a 40kb. Se ti interessa mandare un attach dovresti mandare una mail in ml e spedirlo persona per persona a chi si dice interessato.
4) I mex che devi mandare in ml devono essere privi di HTML. L'html non fa altro che ingrandire a dismisura i mex e non serve a nulla. dovresti
controllare se le tue mail hanno quel formato. Io ora ti dico come vedere se hai quel formato utilizando l'Outlook.
5) Continuero tutto il giorno ad telefonare ad Alexo per far interrompere la lista vi pregherei
Siccome molti di noi sono iscritti ad piu mail list ed alcuni (soci dello STIC) andranno una settimana alla con vi pregherei per gentilezza o
educazione di non inviare mesaggi
O siete ineducati?
L.".
Era già sabato. Cominciarono le minacce:
"Ma chi ..zz. mi ha iscritto a questa mailing list.
Toglietemi o succedono dei casini
C.S." .
E i partecipanti cominciarono a litigare tra di loro:
"Bè hi postato lo stesso messaggio 5 volte ...intasi un pò la mia mail pure
tu.
R." .
I tentativi di sdrammatizzazione del sottoscritto proseguivano:
"<<Ih Oh Ih Oh Oh>> direbbe Homer.
Il fatto è che siamo tutti in attesa che Alexino si colleghi alla pagina dell'egroup e digiti la magica password che gli permetterà di accedere alla mitica casella di spunta ove imporrà al computer (che non è ammattito, ha solo ricevuto istruzioni errate) di non spedire alle migliori menti della galassia questi messaggi altamente istruttivi, ma decisamente invadenti.
Nel frattempo assistiamo a una storia assai avvincente: scopriamo (sono parole di un certo L.) che c'è un "traditore della flotta", e il
tutto, per me profano finora abbastanza fuori da questi mail-giri, si tinge di intrigo e mistero. Ci sono affermazioni in lingue strane, come questa qua:
<<chi e inganna con l'inglese lo comunichi che se c'e qualcuno ch non e
capace a togliersi po contare su di lui (il mio caso sperando di non essere
l'unico)>>,
e frasi che sembrano uscite dal teaser di un telefilm: <<Dove sono finito?
Chi mi ha fatto entrare?>>.
Avvincente.
Attendo il finale (e spero arrivi presto, siamo forse a 60 messaggi in un
giorno), e mi stuzzica l'idea di immortalare il tutto in un bel raccontino da proporre alle riviste di fantascienza del web. La storia giudicherà. <<Ih Oh Ih Oh Oh>>...
IL NAVARCA" .
    Ma a questo punto della nostra favola ecco arrivare il principe azzurro, cioè, volevo dire, a un certo punto Alexo si collegò a Internet (all'incirca verso le cinque del pomeriggio di sabato 16 ottobre 1999), si accorse della catastrofe e intervenne:
"chiedo scusa a tutti quanti, la colpa di questo fatto non è mia, anche se la responsabilità si, la ml sarà cancellata in pochi giorni, è già stato mandato
l'ordine, scusate ancora.
Non mandate + msg alla ml: spacelist
per proteste alexo82omissis
=====
Alexo".
La gente però continuava a conversare, il simpatico L. pensò di rispondere alle mie satiriche provocazioni:
"Il significato era chi conosce bene l'inglese puo aiutare quelli come me che non sanno un minimo di inglese :-))).......
Il traditore e un maquis in una simulazione via internet dove c'e un mio amico tutto qui.
L." .
    Ma il Maquis non era Thomas Riker, il duplicato del Numero Uno? Anche Will era passato con i ribelli? Incredibile!
La storia sta per finire, ma non posso fare a meno di citare R.C., che pare uno dei pochi ad averla presa per il verso giusto, e che mi ha dato l'idea per il titolo di questo racconto:
"ma dai, una ML fantasma è bellissima!!!!
non ricacciamola negli inferi, su!
R.C." .
    L'ultimo messaggio venne spedito domenica notte. La Mailing List "space" fu soppressa elettronicamente e la guerra, la festa, il dramma, finirono.
    Questa è la tua storia, Mailing List fantasma, che sei volata in cielo su una stella, e, come tutte le più belle cose, vivesti solo un giorno, come le rose.
Certo, possiamo immaginare due cose avvenute dietro le quinte:
1) il tutto è cominciato nella sera prima di sabato ed è finito nella notte prima di domenica. Molti si collegano a Internet dal luogo di lavoro o dall'Università, e quindi mai di sabato. Non sapremo mai la loro reazione quando il lunedì mattina scaricarono 62 messaggi in un sol botto.
2) non sapremo mai i toni e le parole delle lettere di protesta che il mitico Alexo ricevette, riceve e riceverà. Peccato.
Spero che nessuno si adiri per questa mia cronaca.
Lunga Vita e Prosperità.
IL NAVARCA
Francesco Spadaro
novembre 1999

giovedì 6 gennaio 2022

La soluzione

       Il Professore accese il computer e si raccomandò all’immagine di Giobbe visitato dagli amici che teneva appesa al muro. Era una stampa riproducente un olio su tela, con Giobbe raffigurato nudo e su un pavimento non si sa quanto impolverato. Il dipinto rappresentava l'episodio biblico in cui Giobbe, privato di tutti i suoi beni, dei suoi affetti e della salute, poiché Dio aveva voluto mettere alla prova la sua fedeltà, riceveva la visita di tre suoi amici, che avevano pensato bene di venire lì a compiangerlo. Nel libro della Bibbia che porta il suo nome, infatti, si racconta che tre amici di Giobbe, venuti a conoscenza della disgrazia in cui era caduto, gli fanno visita, e iniziano con lui un lungo ragionamento filosofico sull’origine del dolore nel mondo. Nel rimirare la tela il Professore si chiedeva se la visita degli amici fosse una consolazione o un ulteriore supplizio per un uomo già abbastanza provato, ma la stampa stava là, incorniciata, per ricordargli di avere pazienza e che, per quanto si possa essere nei guai, c’è sempre una situazione più scomoda per qualcun altro.
    La riunione su Zoom sarebbe iniziata dopo 5 minuti. C’era stata una discussione sul Gruppo Whatsapp “Direttivo Internazionale Ebbasta” su quale piattaforma utilizzare. Sbanotti voleva utilizzare Google perché non voleva installare Zoom,   Pagnuso voleva la riunione su Messenger perché odiava Whatsapp e infatti Fruschmidt gli riferiva via Messenger quello che veniva comunicato nel gruppo Whatsapp. Alla fine, dopo 560 messaggi si decise per utilizzare Zoom, soprattutto dopo che Marghensen si era impuntato sul fare la riunione di presenza all’aperto al parco, nonostante la nuvolosità variabile con possibilità di rovesci e la temperatura di 6 gradi. Argomento della riunione “Soluzioni per la sconfitta definitiva della pandemia”.
    La prima ad apparire fu Alessia Fruschmidt, quasi tutti avevano provveduto a silenziare i microfoni dell’assistente vocale perché nelle riunioni precedenti ogni volta che la chiamavano per nome si attivavano tutti i dispositivi con risposte varie, gli altri avrebbero provveduto al primo “Alessia” detto a voce alta con conseguente attivazione dell’assistente.
    Via via stavano arrivando tutti gli altri. Il mondo intero non lo sapeva, ma in quel momento era nelle loro mani. “Esagerato!” diranno i mie piccoli lettori. “Non leggete racconti sui blog amatoriali” rispose l’autore.
    “Perché non c’è ancora Sbanotti?” chiese il Professore.
“Sono al telefono con lui, dice che non riesce ad attivare la webcam del computer…” rispose Min Len Sung. “Può collegarsi col telefonino!” urlò il Professore.
“Mi sentite?” Era la voce di Sbanotti “ho il telefono scarico, provo a metterlo in carica, ma il caricatore funziona solo se lo attacco alla presa che sta in garage. È un problema se mi collego stando prono sul congelatore a pozzetto? Il filo del caricatore è corto e la doppia spina sta tra il muro e il congelatore… “Va bene, Sbanotti. Marghensen, perchè hai l’audio disattivato? Stai fingendo di ascoltarci e guardi  facebook, no?”
“Cosa te lo fa pensare?”
“Ti ho visto sui social impegnatissimo a disquisire su Gianni Morandi che ha postato un pezzo della canzone di Sanremo, ma non dovevi preparare la relazione sull’ ordine del giorno?”
“Ma ti rendi conto che Morandi ha rischiato la squalifica?”
“Marghensen! Dobbiamo salvare il mondo, non la canzone di Gianni Morandi!  Montabaku dov’è? Non ho sue notizie!”
“Arriverà presto, sta presentando in TV il suo libro Il mistero della Valle dei Templi, sta avendo un enorme successo nelle librerie e negli store…”
“Ma se era stato un flop, non aveva venduto neanche una…”
“La prima edizione Il mistero della sorgente dell’occhio blu sì...! Era un viaggio tra i misteri della sua terra, l’Albania! Gli alieni nascosti tra la vegetazione in grotte dalle quali sgorgava l’acqua contaminata da una sostanza chimica che avevano creato per sottomettere i terrestri… Poi lo ha riscritto insieme a un siciliano, tale Alfio Lanza Vinciguerra, i personaggi alieni sono stati sostituiti da mafiosi…chiedevano il pizzo… corrompevano giudici…  un successo mondiale, faranno una serie in TV…”
    Prese la parola il professore: “Io comincerei subito, senza aspettare Montabaku.  Dobbiamo intervenire presto. L’ultima tendenza dei giornalisti che vogliono fare i duri e puri è che ora usano la parola pluralismo per difendere la possibilità di fare ascolti in TV invitando dei cretini che dicono menzogne, convincendo le menti deboli e causando sofferenza e morte.  Mafiosi, fascisti, e novax sono questo, sofferenza e morte. Una di queste categorie ha ancora legale diritto a manifestare menzogne micidiali. Chi muore a causa del non essersi vaccinato viene ucciso anche da chi ha permesso a queste merde di diffondere stronzate. Quattro bestie che non sanno neppure la differenza tra vaccino e siero sono riusciti a convincere milioni di imbecilli, che adesso si stanno ammalando peggio di tutti, e continuano a non riconoscere la realtà".
    Alessia Fruschmidt disse: “Sai bene che adesso abbiamo due priorità, impedire l’avanzare dei nuovi cretini e smetterla di tentare di convincere chi non capisce una beata clava, dobbiamo proporre un nuovo punto di vista… un modo diverso di vedere…” Fece una pausa.
“Dicci, Alessia, spiegaci la tua posizione”.
“La mia posizione è Massafra” rispose l’assistente vocale di Piergiobetti “secondo Wikipedia Massafra è un comune italiano di 32.059 abitanti della provincia di Taranto, in Puglia, elevato a città con Regio Decreto del 1º giugno 1939. Collocato ai piedi della Murgia tarantina…”
“Alexa, Stop! Scusate, ho dimenticato di disattivarla” disse Piergiobetti.
“Io non perderei tempo ad ascoltare vicendevolmente le cose che ci diciamo sempre” disse il Professore “passerei subito alla proposta rivoluzionaria per la quale vi ho convocati. La risposta definitiva che la scienza ci dà per sconfiggere la pandemia. La soluzione è il Crownstopper. Una sostanza rivoluzionaria. Sappiamo che il virus maledetto forma una specie di chiave che gli permette di infilarsi nelle cellule, in cui poi si può riprodurre. Crownstopper induce una risposta che blocca la proteina che permette al virus di entrare nelle cellule per riprodursi.  Crownstopper utilizza  molecole che contengono le istruzioni perché le cellule della persona sulla quale è stato installato sintetizzino le proteine che stimolano il sistema immunitario a produrre anticorpi specifici. Chi ha avuto l’installazione di Crownstopper e viene esposto al contagio virale, possiede così gli anticorpi che  bloccano il progresso di ingresso nelle cellule. L’installazione di Crownstopper, inoltre, attiva anche le cellule T che preparano il sistema immunitario a rispondere a ulteriori esposizioni al virus.  Crownstopper, quindi, non introduce nelle cellule il virus vero e proprio, ma solo l’informazione genetica che serve alla cellula per costruire copie della proteina in maniera che, se, in un momento successivo, la persona alla quale abbiamo installato Crownstopper  entra nuovamente in contatto con il virus infame, il suo sistema immunitario riconoscerà il virus e sarà pronto a combatterlo.”
“Mi scusi, Professore” disse Mina Wallibel “ma non ha appena descritto il vaccino a mRNA e il suo meccanismo?
“Wallibel, non usi più quella parola. Può dire sostanza, materiale, elemento, composto… anzi, eliminiamo ogni sinonimo, Crownstopper e basta. Non si deve usare più la parola vaccino. Il novax si inietta e ingerisce qualunque porcheria; mentre una persona normale con la febbre da Covid si prende al massimo un aspirina e beve del tè , il novax prende un mix di indometacina, prednisone, citrullina, bava di lumaca e azitromicina frullata coi fiori di Bach, più un po’ di pneumatico grattuggiato spolverato sulla panna fatta con la margarina. Qualunque cosa che non si chiami vaccino. Gli fa paura questa parola, un fenomeno simile a quello dei Clown, nati per dare allegria, ma che provocano fobie, insonnia, terrore. Da ben prima che Stephen King scrivesse IT. La parola vaccino gli fa tanta paura che dicono siero, sono ignoranti e non sanno che chiamare siero un vaccino è come chiamare monopattino un trattore. Sappiamo bene quanto l’obbligo vaccinale, il green pass, generino in alcune menti con insufficiente capacità di ragionamento logico forme di resistenza, diffidenza, protesta. E allora la soluzione è Crownstopper!”
“Ma se è lo stesso vaccino con un altro nome! I No Vax combatteranno pure questo!” esclamò Tramall, “Che razza di operazione…”
“No, no, fidatevi, basta usare le parole giuste. Il novax non studia, raccoglie informazioni prese a caso e blatera frasi scollegate, se non distingue un siero da un vaccino saprà capire cos’è veramente Crownstopper? Basta non dire mai il verbo inoculare, che usano solo loro, e neppure iniettare o “immettere”. Mai e poi mai introdurre”.
“Che diciamo allora?” chiese Fruschmidt.
Il professore fissò il quadro di Giobbe davanti a lui, si sentì forte nonostante l’età avanzata e il cuore rattoppato, si versò una specie di mojto senza rum e senza zucchero; solo lime, menta fresca, soda e ghiaccio.
“Diremo INSTALLARE” proferì .
“Come un programma di Windows?” chiese Montabaku, che nel frattempo era arrivato in ritardo alla riunione.
“Appunto, un antivirus”.
“Ma non nasceranno anche i NOcrownstopper?” domandò Sbanotti, sempre prono sul congelatore a pozzetto .
“Saranno una frangia dei Novax, e, si sa, le scissioni indeboliscono le opposizioni. Finiranno col distruggersi l’uno contro l’altro!” disse il Professore sorridendo. “Avanti, organizziamoci, tra un paio di mesi nessuno userà più le parole vaccino, vaccinazione, inoculare, siero. Il futuro è CROWNSTOPPER. Noi, il Direttivo Internazionale che coordina il mondo, salveremo la terra dalla pandemia!".
“Ma davvero, noi possiamo questo?” chiese con un filo di voce Marghensen.
“Marghensen, amico mio “ disse il Professore “Sai bene che Gianni Morandi aveva diffuso erroneamente sul web alcune note della sua canzone per il Festival di Sanremo prossimo venturo, il che significava squalifica”. A questo punto il Professore sfoderò un sorriso formidabile, e i suoi occhi brillarono: “Chi credi che lo abbia fatto restare in gara?”
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DELLO STESSO AUTORE; SU QUESTO BLOG; IL RACCONTO
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martedì 28 dicembre 2021

L' augurio

     
     UNO si sedette su una panchina metallica verniciata da poche settimane. Il giardino del bar era accogliente ma la brezza invernale si faceva sentire.
    “Buonasera, amici. Vi ho radunati tutti con me al bar all’aperto. Lo so che è dicembre e fa un freddo cane, ma così siamo più sicuri. Come senz’altro saprete, sono il vostro nuovo presidente e mi hanno detto che devo fare un discorso dove faccio gli auguri. L’augurio, devo fare. Si dice così, Augurio, non addentriamoci nello specificare cosa augurare. Augurio.
E gradirei i vostri sinceri suggerimenti su cosa augurare e a chi…”
    “Permetti che parli per primo? “ disse TRE con voce squillante ”Comincerei con chi ha messo canzoni natalizie in loop al supermercato o nella ZTL delle nostre città a partire da ottobre. Lo stesso LP per 80 giorni o giù di lì. Una festa è bella anche perchè è un evento fugace, valorizzato dal suo arrivare non distante dal suo sparire,  e per questi qua il Natale deve durare almeno due volte l’Avvento? Fai gli auguri innanzitutto a loro, possano sentir suonare la cornamusa con i campanellini sotto la finestra della loro camera da letto dal 15 ottobre fino all’ Epifania! Auguri!”
    “OK,ok! Ora parlo io!” Intervenne DUE “E non ce lo vuoi mettere un grosso augurio a chi ha deciso che è meglio navigare su internet dovendo cliccare ogni volta “Accetto” rispondendo a una domanda sui cookies per potere leggere un articolo, una pagina, qualsiasi cosa su internet? Calcolate quante volte dovete farlo, quanti minuti della vostra vita per un pleonastico assenso che fa solo perdere tempo.  Ma quanti auguri si merita chi pensa che la privacy venga regolata dall’ intoppo di cliccare “accetto”? Chi lo legge quello che c’è scritto sopra? Magari tu sei su quella pagina perchè ti ci ha portato un titolo come “Vuoi vedere che faccia ha ora il vincitore di Sanremo Giovani del 2010?” (sono queste le pagine fondamentali di internet,  è chiaro, i titoli basilari sono del tipo “non immaginerai mai quanto guadagna oggi Pippo Baudo” e “Il metodo per mangiare dolci tutto il giorno e dimagrire”, “Puoi farti un secondo stipendio fino a 1500 € investendo sulle castagne al forno senza muoverti da casa”, “È incredibile cosa ha trovato questa anziana signora dietro l’armadio del garage”), “ e poi ti trovi un pistolottone del tipo “Il rispetto della tua riservatezza è la nostra priorità. Noi e i nostri archiviamo informazioni quali cookie su un dispositivo etc. etc. e vai con altre 12 righe sui dati personali, gli annunci, la riservatezza…” Ma tu volevi solo guardare la faccia di un cantante che non sapevi manco che era ancora vivo, non leggere 234 parole. Auguri!”
   “Certo! UNO! Ne ho una io adesso!  “ esclamò QUATTRO “E non si può dimenticare  di far gli   Auguri, ma proprio tanti, a quelli che ti telefonano mentre vorresti mangiare, dormire, bere, guardare un telefilm, per dirti “SALVE,  il tuo operatore ha cambiato tariffa, da oggi se passi a…”
Vanno a periodi. Un certo network TV telefona ogni giorno verso le 14 per offrirti il pacchetto Calcio, visto che in 20 anni non lo hai mai acquistato. Ma fattela una domanda: ci sarà un motivo per il quale non ho mai voluto il calcio in TV neppure gratis? Un’oretta dopo ti vogliono dare il wifi nuovo. Poi il gas. E infine: la voce robotica di una compagnia elettrica che ti apostrofa "Gentile cliente…" con sottofondo musicale chiamando da un cellulare sempre diverso. Se un giorno si realizzerà l’incubo Skynet con la guerra tra umani e macchine, la telefonata della compagnia elettrica è il seme di questa guerra tra umani e robot. Sappiatelo, auguri.”
   CINQUE era la politica del gruppo, sempre aggiornata su ogni trovata del governo, era stata seduta lontano dal gruppo, ma si avvicinò agli altri nel momento in cui si era formato un perfetto silenzio dopo che aveva parlato QUATTRO: “Farei tanti auguri all’ amico che ti invita un giorno sì e l’altro pure a mettere “Mi piace”alla pagina Facebook che ha creato per il suo gruppo musicale, evento teatrale, club sportivo, comitato di fans di Tonio Cartonio, Movimento contro l’istituzione del senso unico in via Peppino Gagliardi, la diretta per dibattere sul nuovo attore del Professor Maipooh. Mai che lui, l’amico, abbia messo un “mi piace” a una tua cosa su Facebook. Anche solo una volta. Ma che persona è chi ti chiede l’amicizia su Facebook e poi ti ignora? E vuole solo avere un altro a cui mandare inviti a cazzo. Auguri!”
        SEI era una europeista convinta: "Facciamo gli Auguri a chi dice che la Brexit in formato Italia sia la ricetta per farci tornare tutti belli, giovani, forti, non prenotati per uroflussometria o colposcopia. Ho detto “dice” e non “pensa”, perché alle str***ate che dice il leader di Italexit non ci crede neppure lui, recita a beneficio dei polli che pensano di ritrovare un mondo gestibile dalla loro mente priva di ogni evoluzione sapiens!” 
    SETTE intervenne velocemente: “Auguri a quelli che vi dicono che vi mentono su tutto: vaccini, ricoverati, morti. Soprattutto a quelli che provano soddisfazione quando vedono una correzione di rotta di fronte a guai che riguardano tutti. Per loro è più importante puntare il dito che cercare di dare un contributo per migliorare la vita comune. Auguri. ".
     Furono tutti colpiti dalla profonda frase di SETTE, ma ri-piombarono sulle cose futili con il suggerimento di NOVE: “Auguri a chi commenta su Instagram le foto degli esponenti dell’altro sesso  permettendosi un livello di confidenza sproporzionato. Ma sei imbecille al punto che pensi di conquistarla con la tua volgarità o ti senti importante perché fai lo spaccone con una bella persona? Auguri per la tua squallida vita.”
   OTTO fu ancora più sintetico: “ Auguri a chi pensa che in televisione sia democrazia anche invitare la persona in malafede che fornisce dati falsi e dice bugie, per fare ascolti. Auguri. “
    “Basta, amici!” I vostri suggerimenti mi inebriano, mi danno coraggio, mi spingono a esortare il popolo verso il cambiamento!”
    Fu così che, a sera,  iniziò il suo discorso a reti unificate con le toccanti parole:
“Innanzitutto, d’ora in poi, nessuno si dovrà azzardare a mettere l’uovo sulla pizza…”
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lunedì 13 dicembre 2021

La sindrome di Totò e Peppino

   
    La sindrome che diede il titolo a un mio articolo apparso nel mese di giugno 2001 nella rivista “Star Trek Italia Magazine”, che qui ripropongo venti anni dopo modificando il passato prossimo in passato remoto, ed era un mio report della XV STICCON (la convention dei Fan di Star Trek tenutasi a Bellaria dal 24 al 27 maggio 2001) , trae il proprio nome dalla nota scena cinematografica nella quale i due più grandi comici di ogni tempo scendevano dal treno alla Stazione di Milano abbigliati come se dovessero andare in Siberia.
     Io sono particolarmente affetto da questo disturbo, che consiste nel fatto che ogni volta che viaggio verso il Nord Italia in mesi in cui il clima non è ancora definito da una stagione chiaramente iniziata, tendo ad avere grossi dubbi sul vestiario occorrente durante la trasferta. 
Dall' archivio STIC-AL


      Questo non è l'unico effetto causato dal fatto che sono stato per quattro anni un siciliano che lavorava a Cuneo, ve ne sono molti altri, ma non è questa la sede per elencarli, anche se sono anni che vorrei fare un bell' articolo su Cuneo, ma siccome quello era lo Star Trek Italia Magazine, gli articoli su Cuneo non li volevano.Magari era possibile fare un bell'articolo su Vulcano, su Betazed o su Ferenginar, luoghi alieni ammessi in quel magazine. Cuneo, e le sue interessanti forme di vita, no. Potei quella volta parlare di Bellaria, questo sì; c’era stata pochi giorni prima la Convention dei fans di Star Trek e questo era in tema con la testata della webzine. (NOTA: Anni dopo riuscii con “I trekkati”, a pubblicare su quella stessa rivista un racconto umoristico su una immaginaria convention in provincia di Cuneo, dal titolo “I TREKKATI”. Ma quella è un’altra storia) .
    Torniamo al 2001: a Bellaria c'ero già stato nel Novembre precedente per la Sticcon del 2000, la mia prima Convention; , ma a Maggio la località romagnola è un posto completamente diverso, è proprio quello che si dice "una ridente cittadina". Non che ridesse nel guardare i trekker camminare in divisa della Flotta per le sue vie, si dice "ridente" quasi ogni volta che si usa il termine "cittadina", altrimenti la si chiama "centro" o "paese".
    Voi pensate che stia divagando perché non sono capace di fare i report, me ne sono accorto.
Dicevamo della "Sindrome di Totò e Peppino".
PUNTO. PUNTO E VIRGOLA.
    Giunsi a Bellaria il giovedì nel primo pomeriggio, il clima era caldo, chiaramente estivo. Le mie valigie, oltre a una buona scorta di abbigliamento estivo, contenevano due felpe, un ombrello, una tuta, scarpe di ricambio (non si sa mai gli acquazzoni), varie camicie con maniche lunghe. Solo una dose di strana incoscienza aveva fatto sì che non contenessero anche qualche maglia di lana. Evidentemente esistono stati della sindrome che non avevo ancora raggiunto.
   
Voi state pensando che non ho ancora parlato della Sticcon, ma non è perché non sono capace, o almeno non solo per quello. Volevo solo spiegarvi bene che le mie valigie erano pesantissime. Dal mio stesso treno scese Bernard Carman, sacerdote americano trekker che avevo già conosciuto l'anno prima proprio a Bellaria. Decidemmo di fare insieme il cammino verso il Centro Congressi, dopo esserci informati sulla direzione da prendere. Vi informo che, pur essendo affetto dalla "Sindrome di Totò e Peppino" non domandai al passante che ci diede l'informazione "Per andare dove dobbiamo andare, dove dobbiamo andare?".
    Anche la valigia di Bernard era pesantissima (causa trasporto costumi per sfilata), ma aveva le ruote (questi americani sono sempre all'avanguardia) e a lui pareva di ricordare che il Centro Congressi non fosse tanto distante da dover prendere un Taxi, e così, sotto un sole che spaccava le pietre ci incamminammo conversando di cose sacre e cose profane rese sacre dagli occhi di chi ama il Signore e le cose belle che ci fa vedere, come Star Trek e i trekker..
    Il tragitto era in effetti meritevole di un Taxi, ma alla fine avevamo risparmiato dei soldi e perso qualche grammo di ciccia.
La prima cosa che vidi entrando alla Sticcon fu un manifesto della Sticcon 2002. Ospiti: Majel Barrett e Leornad Nimoy. Spock.
Mentre mi avvicinavo alla segreteria per ritirare i pass pensai a tre possibilità:
1) Avevo visto realmente quel manifesto e Spock sarebbe stato in Italia l'anno successivo.
2) Non avevo visto realmente quel manifesto. Il sole era troppo forte, le valigie troppo pesanti, e avevo pure dormito poco.
3) Era la volta buona che Massimo Romani, forse a causa dello stressante pomeriggio passato a fare centinaia di telefonate per chiedere agli iscritti alla Convention 2001 se volevano venire lo stesso anche se non c'era la Barrett o preferivano un rimborso, aveva fuso il cervello. Tralascio la narrazione del percorso con valigie compiuto da me e Bernard in direzione dei rispettivi alberghi, che si scoprì essere nei pressi della stazione. Il primo che dice "Non potevate lasciare le valigie in albergo e POI andare al Centro Congressi?" verrà fulminato con un phaser posizionato su "fa molto dolore".
PUNTO. PUNTO E VIRGOLA. PUNTO E UN PUNTO E VIRGOLA.
    Ri-giunsi in Convention poco prima di cena e iniziai subito l'attività principale che caratterizzerà  la mia presenza alla STICCON, soprattutto nei primi due giorni. Tale attività consiste nel
gironzolare qua e là conversando con la gente che si incontra, un esercizio che viene definito a Catania con il termine di "ciollìo", e in altri luoghi come "cazzeggio", parola che il correttore automatico del programma di scrittura che sto usando si ostina a cambiare in "pazzeggio", non ci provo quindi neppure a cercare dei sinonimi, visto che quando disattivo la correzione automatica me lo sottolinea in rosso.
    Incontrai Alberto Lisiero, il Grande Puffo dello Star Trek Italian Club, che mi accolse festosamente, così come Gabriella Cordone. Alberto aveva in quel periodo recentemente abbandonato ogni caratteristica fisica tondeggiante trasformando 18 chili di Ammiraglio in energia, assumendo una forma tendente al longilineo. Gabriella appariva sempre più bella e grandiosamente simpatica.
   Cenai con Salvatore Carboni, uomo intelligente e cordiale. Il suo accento sardo fa sì che mi chiami "Navvarcca" e che debba sempre precisare che il nome della sua Nave, la USS Capella, si scrive con una P, pur continuando esso a pronunciarla in modo equivocabilmente differente. La discussione verte a tavola sulla sessualità vulcaniana, sul motore a curvatura, e sui suoi interminabili (e curatissimi) articoli sui due suddetti argomenti, pubblicati quell’ anno sullo Star Trek Italia Magazine..
    La serata proseguì continuando il "ciollìo" nei locali della "passeggiata DS9", un enorme salone contenente i banchetti degli attori e di diversi venditori di gadget trekkistici, un' esposizione dei lavori artistici di una socia, il banco dello Star Trek Italian Club, affidato alla costante e simpatica presenza di Livia Monteleone. Decisi di far compagnia a Livia, e con il placet di Gabriella scelsi di trasformare la mia passeggiata in una seduta, abbandonando la prolungata stazione eretta in favore di una sedia al banco STIC, con il risultato di fare piacevoli incontri di vari soci del Club, e di godere anche della conversazione con Massimo Romani, che raccontò con entusiasmo e partecipazione sentimentale questa sua avventura di organizzare con il Club italiano di Star Trek la STICCON.

La tarda serata vede una allegra compagnia allestire un karaoke sui grandi successi della musica leggera e le sigle dei cartoni animati più noti. Notevole Gabriella Cordone in "Il cielo d'Irlanda" e un corale "Siamo i watussi".
PUNTO.
La mattinata di Venerdì fu caratterizzata dall'incontro con il Ponte di Comando dello STIC. Alberto Lisiero raccontò dettagliatamente le vicende dell'ufficializzazione dello Star Trek Italian Club, che da qualche giorno era diventato in Italia il Club Ufficiale di Star Trek. Non eravamo più un Club di Trekker o il Club di questo o di quello, eravamo da quell'anno IL Club di Star Trek, tutte le cose belle che il Club faceva avrebbe continuato a farle, e in più avremmo avuto tutti i vantaggi dell'essere un Club Ufficiale, parte dello "Star Trek" genuino, senza additivi, conservanti, surrogati, eccipienti e coloranti.
    Dopo pranzo fu il momento del "Meeting della Mailing List STIC", le firme delle mail si trasformarono in persone reali, tra l'altro venni a conoscenza che Hytok non era un computer che scandagliava la rete ma un essere umano in carne ed ossa e che Alberto Piccu era pure egli qualcosa di somigliante perfettamente ad un essere umano, ma ciò non escludeva che potesse anche essersi trattato di un incontro con una macchina, ovviamente, a guardare Star Trek si impara questo e altro.
    Continuai allegramente a disertare ogni conferenza scientifica. Non metto in dubbio che saranno state senza dubbio interessanti, ma a causa di reiterati Corsi di Aggiornamento a cura della ASL, rifuggo da ogni evento che comporti proiezioni di diapositive, specie se io sono in ferie.
    Di Mailing List in Mailing List, vi fu un mini-meeting "ITATREK". Il "ciollìo", o "cazzeggio" che dir si voglia, raggiunse i massimi livelli, con Angelo Ghigi e Paolo Esini intrattenemmo dotte conversazioni del tipo "È salutare regalare un triciclo al proprio figlio dopo avergli fatto vedere Shining?". Alle placide conversazioni si aggiunse anche Giacomo Degli Esposti, e il buon Ghigi immortalò il gruppo in una storica foto.
Dopo cena fu il momento del Trekgreed, clone trek del gioco-quiz televisivo di RaiDue. La mia mistica pigrizia fece sì che non mi iscrivessi alla tenzone, ma mi deliziai del fatto di essere seduto accanto a Gabriella Cordone. Svelerò in questa sede un terribile segreto: Gabriella non conosce a memoria ogni particolare di Star Trek. Fatevene una ragione, esistono numeri di date stellari sulle quali non è assolutamente sicura.
Continuai a gironzolare con uno zainetto contenente una felpa. Non si sa mai. Nonostante il clima da tropici la "Sindrome di Totò e Peppino" mi attanagliava sempre.
PUNTO. DUE PUNTI, MA SI', FAI VEDERE CHE ABBONDIAMO! ABBONDANDIS ABBONDANDUM!
    E arrivò Sabato, che iniziò per me con un incontro del Registro di Flotta dello STIC. I gruppi del Club che costituiscono le "Navi" erano presenti con loro rappresentanze, la USS Arecibo si contraddistinse per l'alto numero di partecipanti, la Nave Archimede annoverava tra i presenti solo il sottoscritto, ma speravo che l'arrivo di Spock l'anno successivo potesse muovere finalmente qualcuno del profondo Sud Italia a condividere con me la "Sindrome di Totò e Peppino".
    Alle 11 ci fu la proiezione di "Endgame", ultimo episodio della serie "Star Trek Voyager", arrivato fresco fresco dagli States. Assistetti al film seduto tra Rossella Marchiselli, Direttore dello STIM, e Anna Manfredini, il Redattore Capo, giunte da pochi minuti in Sticcon. La proiezione fu ovviamente in lingua originale, e le mie amiche "cape" vennero da me interpellate ogni volta che non capivo una frase detta dagli attori, cioè sempre. Un simile tormento è normalmente sgradito da qualunque essere umano senziente che voglia assistere in santa pace a uno spettacolo spasmodicamente atteso, pertanto alla fine del filmato temo seriamente che le mie due adorabili amiche volessero degradarmi da "Vice-Capo Redattore" a "Mappina Redazionale".
     Si decise quindi di recarsi a fare un pranzo tra noi "STIMMERS" (redazione dello STAR TREK ITALIA MAGAZINE detto "STIM") . C'è anche Riccardo Palazzani e c'è pure Diego Cacchiarelli. Chiedemmo un po' in giro informazioni su dove trovare un buon ristorante, ce ne indicarono uno in riva al mare, ci sedemmo e iniziammo subito a mangiare i grissini sul tavolo, per una grande fame indotta dalla visione delle assimilazioni Borg nel telefilm appena visto; il cameriere ci informò che nel ristorante servivano solo piatti a base di pesce. La maggioranza dei presenti (non io) detestava il pesce.
"Ma proprio solo pesce?".
"Pesce".
"Ma non avete per caso un po' di…".
"Pesce". "Non potreste prepararci un piatto di…".
"Pesce".
    Ci alzammo, ci offrimmo di pagare il coperto (è roba che si dice, nessuno aveva in cuore tanta signorile munificenza, a mio avviso), ma il gentile cameriere disse che non era necessario. L'ora incalzava, a momenti arrivava Marina Sirtis, e si optò per panino e gelato.
Ed eccola,
la Betazoide,
il Consigliere,
Imzadi,
la figlia della Figlia della Quinta Casa,
la dolce e affascinante Deanna Troi.
Che ci deliziò con un monologo dove si capiva che amava moltissimo il suo lavoro, e fu generosa nel raccontare aneddoti sui suoi colleghi.
    Parlò senza peli sulla lingua, ironizzò sul fatto che la volta che il suo personaggio guidò l'Enterprais D essa si schiantò miseramente e definitivamente.
    Aveva una bella gonna corta, due gambe perfette e una scollatura che faceva piacere notare, dimostrò ampiamente di essere una simpaticona, non ci fece mancare occasioni per ridere. Alla sessione delle domande ebbi finalmente
l'occasione per farle la domanda che da anni attanagliava la mia mente durante la visione degli episodi di "The Next Generation". La mia domanda venne introdotta dalla premessa che si trattava di una questione di un certo spessore, e da una lunga pausa successiva alla premessa, onde generare un silenzio in sala che preparasse all'importante quesito:
"Ti piace veramente molto la cioccolata?".
Marina rise, e non solo lei. Applausi. Applaudì anche lei.
    Marina dichiarò di adorare il cioccolato fondente, ma svelò che sul set le servivano cioccolato al latte perché ha un contenuto calorico inferiore e le tutine di Deanna Troi erano quelle che erano. E giunse la scioccante rivelazione: in quelle scene c'era una ciotola nascosta ove la graziosa Deanna sputava la cioccolata appena poteva. A volte i "dietro le quinte" sono veramente agghiaccianti.
E a seguire ecco la sessione autografi. Giunto al cospetto di Marina Sirtis ritentai il colpaccio andato ottimamente a segno lo scorso anno con Robin Curtis. Le chiesi "May I kiss you?", ma la furbina mi porse la mano (non la guancia come fece la splendida Saavik Numero Due). Baciai la mano di Marina
Sirtis. Fu comunque una grossa conquista.
    Non mancò la consueta Asta di Beneficenza condotta da Nicola Vianello, mi aggiudicai un rarissimo Urania del 1978, "Il pianeta del giudizio", una avventura della Enterprise di Kirk. In sovrappiù  una cassetta di Voyager e anche il bacio-premio delle vallette "M & M".
    E il solatio pomeriggio proseguì tra le vie di Bellaria, l'aria estiva era fantastica e la felpa stava sempre nel mio zainetto ("Escus muà, noio vulevam savuar…").
    Aperitivo in compagnia di alcuni STIMmers e di altri amici, per l'occasione disegno alcuni trek-animaletti, mischio i foglietti e ognuno ne prende uno a caso. Il Trek-orsacchiotto, il Trek-pinguino, una Trek-lumaca, Trek-cane e Trek-gatto, e la Trek-serpe.
    La compagnia si trasferì poi in pizzeria, con conversazione totalmente sui telefilm di Star Trek a un livello tale come non capita di solito nella vita. Taceremo sulle performance canore di Diego e del sottoscritto e sul fatto che il cameriere si dichiarasse stupito dal fatto che tali esibizioni estemporanee avvenissero anche senza abbondanti libagioni di birra.
    Tornati al Centro Congressi assistemmo alla sfilata dei costumi Trek. Notevole il doppio personaggio interpretato da Bernard Carman e un signore travestito da Cubo Borg. Vince la sfilata una piccola Deanna Troi interpretata da una bimba bellissima.
    Il lungo sabato proseguì con una riunione dello STIM sui gradini del palazzetto, causa presenza di redattori fumatori, e con una conversazione su una panchina con Alberto Lisiero.
Un incontro piacevolissimo con l'amabile individuo che creò e resse il Club, la sensazione che ogni mia parola venisse compresa e che ogni sua parola fosse preziosa mi rende ancora più consapevole che compiere questo viaggio in Romagna sia stata per me una gran bella idea.
   E poi si andò in birreria, la serata proseguì fino a tarda notte, tra alcol a fiumi, karaoke, canti a squarciagola. C'era pure Manu, e giunge ad unirsi all'equipaggio anche l'Ammiraglio Alberto, che bevve Coca Cola osservando con beata gioia i suoi amati trekker giunti da ogni parte d'Italia.
APRI UNA PARENTE.
HAI APERTO LA PARENTE?
CHIUDILA.

    Domenica mattina, dopo appena quaranta minuti di sonno notturno, mi recai di nuovo in Sticcon per la Santa Messa. I trekker presenti alla Messa erano una cinquantina. Padre Bernard, durante l'omelia, parlò del fatto che nella serie Deep Space Nine vi sono più domande esistenziali che nelle altre serie, perché la stazionarietà porta a compiere attraverso le domande un viaggio, perché l'uomo porta dentro di sé qualcosa che vuole viaggiare. Cita "Endgame": "La cosa importante è il viaggio stesso".
    E non sappiamo dove stiamo andando, ma noi cristiani, diceva Padre Bernard, almeno sappiamo Chi seguiamo, Chi condivide con noi ogni momento del viaggio, il nostro "Star Trek". E dice che pure noi cristiani abbiamo la nostra Prima Direttiva, amare Dio e amare il nostro prossimo come noi stessi.
    Pranzai a Rimini a casa di Susanna Ricci, insieme alle due "cape". Piadine e cascioni, come vuole la tradizione locale.
    Il secondo incontro con Marina Sirtis fu sempre molto divertente, almeno così credo, non mi trovavo proprio attentissimo a causa di una cecagna dovuta alla notte in bianco, ma lo stato cecagnoso fortunatamente rientrò (anche grazie al mio adorato caffè all'americana) per la foto finale di rito. E arrivò alfine la cena di gala, con tutti gli ospiti illustri della Convention, Marina era splendida e contenta, le tre "Trek Babes"  affabili e affascinanti, Celeste Yarnall (la splendida biondina che amoreggia con Chechov nell'episodio "La mela" della TOS) si intrattenne in spiritose conversazioni con il gruppo del mio tavolo, composto prevalentemente da simil-klingon rumoreggianti, e generosi di ovazioni nei confronti di qualunque personalità, da Marina Sirtis giù giù fino a Nicola Vianello :-), passasse davanti ad esso, trovandosi situato vicino all'uscita della sala. La spiritosa Marina al suo terzo passaggio e alla nostra terza ovazione si munì di un tovagliolo e ci hpercosse con esso.
Riassumendo: Marina Sirtis mi ha applaudito, le ho baciato la mano e mi ha pure picchiato.
La Convention finì tra torta e spumante.
Io tornai in albergo dopo aver salutato vecchi e nuovi amici.
Rifeci le valigie. Rimasero inutilizzate due felpe, un ombrello, una tuta, scarpe di ricambio (non si sa mai gli acquazzoni), varie camicie con maniche lunghe.
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Signorina (intestazione autonoma)
veniamo noi con questa mia a dirvi, a dirvi una parola, che scusate se sono poche ma 700 mila lire; a noi ci fanno specie che quest'anno, una parola, c'è stata una grande moria delle vacche come voi ben sapete . : questa moneta servono a che voi vi consolate dei dispiacere che avreta perché dovete lasciare nostro nipote che gli zii che siamo noi medesimi di persona vi mandano questo perché il giovanotto è uno studente che studia che si deve prendere una laura che deve tenere la testa al solito posto cioè sul collo . ; . ;
salutandovi indistintamente
i fratelli Caponi (che siamo noi)

Il film è (c'è bisogno di dirlo?) "Totò, Peppino e la malafemmina"
di Camillo Mastrocinque, Italia 1956


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sabato 4 dicembre 2021

MMG 2.0


 
Benvenuti nella Casa della Salute "Salute a mammeta". 
Io sarò la vostra guida ai nuovi servizi della vostra Azienda Sanitaria.
La Casa della Salute è il fulcro di tutto il sistema sanitario: concepita come luogo dove il punto cardine sono i Medici di Assistenza Primaria, già Medici di Famiglia, integrati con Specialisti, Fisioterapisti, Infermieri, assistenti sociali, impiegati amministrativi.
    Lì dentro, stanza numero 6, VOI avreste trovato il vostro medico curante, lì dove vedete una struttura che ricorda le antiche cripte dovrebbe essere esistita la Guardia Medica, chiamata scherzosamente Continuità Assistenziale dagli Umoristi dell'Epoca. E là in fondo poi si scorge un centro diurno che non apre prima del tramonto, varie attività associative,  il consultorio e altri servizi.
    Cominciaste a sentirne parlare negli anni nei quali le università di Medicina sfornavano decine di migliaia di laureati. Poi tutto cambiò. Numero chiuso per entrare alla Facoltà di Medicina, informatizzazione dei Servizi e aziendalizzazione della Salute, fattori che cambiarono il quadro della sanità della nostra nazione.
    E si dovette IN PARTICOLARE ridisegnare il personaggio cardine della sanità. Non più il Medico "di Base" (termine antipaticissimo)  che nel territorio incontra le esigenze di salute e che orienta verso i servizi. 
    I medici divennero sempre di meno, e così, grazie ai progetti del Dr. Soong, abbiamo da presentarvi il vostro nuovo dottore della porta accanto: MMG 2.0 .
    MMG 2.0 vi farà dimenticare gli anni bui nei quali per trovare un medico a Modena dovevi prenotare due settimane prima solo per avere la ricetta per prenotare la visita specialistica (che facevano solo a Bologna) e se un medico di Modena si ammalava non si trovavano sostituti. Ce n'era uno a pochi chilometri, a Campogalliano, ma bisognava spostarsi e sostituiva praticamente tutti i titolari a turno quando si ammalavano o volevano assentarsi uno o due giorni, e alzava i prezzi ogni settimana, e i dottori pur di non pagare il sostituto (se lo trovavano libero) andavano al lavoro malati, alcuni con la flebo attaccata, altri visitavano direttamente dalla barella (il dottore era in barella stavolta, non il paziente. S'era capita? Uno lì in fondo non l'aveva capita, era disattento per guardare il profilo instagram del pronipote di Bugo).
    La popolazione dei medici era sempre più anziana: chi andava in pensione, chi si dimetteva, chi si guastava, chi moriva prematuramente a causa della mancanza di tempo libero, con conseguente disidratazione e malattie ingravescenti a causa della mancanza di sostituti, con l'inesistenza delle ferie  e una cassa di previdenza sociale gestita con la lungimiranza di un noleggiatore di VHS nell'era dello streaming.
    I giovani che si laureavano in Medicina col cavolo che poi facevano i Medici di Medicina Generale,  nessuno amava essere incaricato di qualsiasi incombenza venisse immaginata più volte al giorno, dal certificato per avere lo sconto per un Iphone al certificato PER UN SOLO GIORNO di malattia raccontata dal paziente che in un paese normale si autocertifica, e  fare le veci dell'INAIL (che pare esista ancora e ancora insista a far fare ai MMG i certificati INAIL che si chiamerebbero così perché, vi svelo un segreto,  sarebbero certificati di competenza dell'INAIL), dell' Anagrafe Assistiti, dell'Ufficio Ticket, del Servizio Informazioni; ogni tanto gli lasciavano il tempo necessario per diagnosticare e curare, ma dovevano avvelenarlo con operazioni inutili, ridondanti e odiose. Perché fare il MMG per poi essere denunciato e trattato male dall'opinione pubblica, dai social, dalla stampa, persino dai sindacati dei MMG, perché vaccina, perché non vaccina abbastanza, perché risponde troppo al telefono e non sta visitando, perché NON risponde al telefono perché vorrebbe visitare,  perché  vorrebbe che per email gli inviassero immagini NON ruotate di 90°, perché vorrebbe una volta vedere una firma e un saluto in una mail? Perché? 
    Perché la fame nel mondo, l'AIDS, la guerra civile in Spagna, la Fiat Duna, la morte dei pazienti terminali, Al Bano e Romina, il tornado Medicane, la pizza con l'ananas, Mario Giordano, NON sono colpa dei Medici di Famiglia. No.
    E neppure il Centro Unico Prenotazioni che ti prenota per dopo le olimpiadi di Marte è colpa del MMG, e tu, coso di turno al Centro Unico Prenotazioni, non risolvi il problema invitando tutti i pazienti a dire al medico di mettere "urgente" sulla ricetta. Già il sistema priorità non funziona più, tu lo distruggi ancora di più, balordo, sulla pelle delle persone da visitare urgentemente.,
    E perciò, con l' estinzione dei Medici di Assistenza Primaria (Che bel nome con il quale chiamarli, sappiate che ogni volta che li chiamate così siete un po' meno insulsi di quando dite MediciDDiBBase) era necessario trovare una soluzione, o meglio, crearla. Io stesso, la vostra guida in questo tour nella casa della Salute "Salute a Mammeta", sono quello che 50 anni fa chiamavate ancora robot o androide.      Ora, molto simili a ogni umano bello o brutto, elegante o straccione, giovane o vecchio, ci siamo noi, che voi  chiamate Neoneuronici, siamo "cose che sembrano persone”.  Mentre voi che mi ascoltate in questo momento, e anche voi che state leggendo delle righe di una pagina, chissà come e chissà quando, sappiate che queste parole sono state elaborate in una frazione di secondo, un tempo infinitamente più piccolo di un vostro respiro o di un battito del vostro cuore. Tutto questo viene generato in un lampo. Quale migliore utilizzo di un neoneuronico per creare un Medico di Medicina Generale Artificiale?
    MMG 2.0 risponde alla necessità di avere sempre PER OGGI, una ideale risposta a esigenze "SedicentiUrgenti" o anche "DifferibilissimeMAchiesteCONpremuraFRETTOLOSA" :
"Passo tra poco e mi dà la ricetta",
"È allo studio? Sto arrivando e le devo parlare subito" ,
"Passo tra un minuto perché mi deve visitare URGENTEMENTE adesso perché  sono stitico, a volte, da due mesi"
e tutte le frasi illogiche che hanno logorato una classe medica che oramai se n'è scappata.  Ita. Estinta. Spenta. Smorzata. Scomparsa. Sparita. Annullata. Puf. 
E 'mò v'attaccate al MMG 2.0 .
    Il MMG 2.0 vi ascolterà. Vi misurerà la pressione, innanzitutto. Voi essere umani vi fumate a volte l'equivalente di un baobab al giorno in sigarette, vi fate un fritto di paranza per antipasto, a volte evitate i vaccini che vi salverebbero la vita trasportati da devozione verso gli ideali di Totò Riina, Hermann Wilhelm Göring , Lex Luthor, Yzma o il Grande Nulla che avete nel cervello non artificiale, ma IL DOTTORE VI DEVE CONTROLLARE LA PRESSIONE. E il MMG 2.0 vi misurerà la pressione, e voi la commenterete e finirete col fare la domanda che amate di più:
"Dottore PERCHÈ ho la pressione più-alta/più-bassa/più-uguale/più-diversa dell'altra volta?"
     Perché  non sia mai che non possiate pronunciare l'inutile frase che non vuol dire assolutamente niente ma che vi riempie di gioia dire, dà senso alla vostra vita, alla vostra giornata, all'andare dal  medico, all'essere nato in questa meravigliosa era del Cinghiale Romano: "DOTTORE, io ho la pressione ballerina!". E ciò, nella vostra mente composta da carbonio, sangue e muco vi fa sentire Liza Minnelli, come minimo. 
    Per porre una domanda o una richiesta al MMG 2.0 dovete attivare la richiesta iniziando la frase con "Doxtore", ma ATTENZIONE, il MMG 2.0 non è una specie di Alexa laureato in medicina che fa pure le iniezioni, è un terminale sofisticatissimo che gestisce ogni esigenza sanitaria. Volete una richiesta per una visita fisiatrica (PREMA UNO) , una colonscopia  (PREMA UNO) , un foglio per il rinnovo della fornitura dei pannoloni della bisnonna  (PREMA UNO) , una pillola per far passare il mal di denti?  (PREMA UNO) . Prema uno, UNO è il numero del citofono per farsi aprire dal MMG 2.0 . 
    Avviso per il personale: È CONSIGLIABILE  non effettuare l'upgrade alla versione 11 del software del MMG 2.0 in quanto nei dispositivi nel quale è stato installato il suddetto software il MMG 2.0 si è trasformato in qualcosa di strano che lui stesso definiva "'lo specialista" e ha cominciato a elargire richieste scritte a mano in una calligrafia incomprensibile, non ha mai o quasi mai apposto il timbro e la firma, ma uno scarabocchio. Il timbro (quando presente) era praticamente privo di inchiostro e illeggibile; IL MMG 2.0 con l'upgrade "lo specialista" prescriveva quattro integratori per ogni farmaco prescritto e spesso riferiva al paziente che gli integratori e pillolame e fiale a pagamento erano prescrivibili dal medico di medicina generale come farmaci dispensati dal servizio sanitario nazionale, ripeteva una frase sì una frase no "a questo ci deve pensare il suo medico" o "dica al suo medico, bip, che poi le scriva un mastani-comanito-tac-cococografia spinata bbù" o altra  frase incomprensibile che il paziente non trovava mai per iscritto. E se la scriveva appariva una frase tipo "Nanteletografia ammannata fruisteriore fresk A. P.C.T.U. chi nonscappar-€-st a mè". E aggiungeva a voce altre informazioni mai riferite per iscritto, che dovevano contenere SEMPRE frasi come "fegato ingrossato", "cuore ingrossato", "tutte le analisi-specialmente-mastani-comanito-vitaminaddì-allergica-bbù". 
    Guardate l'esemplare che abbiamo qui davanti. Sembra un Medico di Medicina Generale vero, oramai un ricordo come lo furono le cabine telefoniche, ma, fidatevi, è molto di più. Vi abituerete presto, come vi siete abituati agli smartphone.
    Recatevi quindi all' Ufficio Anagrafe Assistiti della vostra Azienda Sanitaria Provinciale e scegliete il vostro piano di assistenza.  in base ai costi che sono consultabili all'indirizzo del sito che troverete nella brochure che vi verrà distribuita all'uscita.
     MMG 2.0 Basic: riceve su appuntamento, vi visita, prescrive la cura. Ma viene continuamente interrotto dalle telefonate con gli assistiti col piano  MMG 2.0 Premium e MMG 2.0 Super Premium .e MMG 2.0 Super Premium De Luxe.
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      MMG 2.0 Super Premium De Luxe: riceve su appuntamento, vi visita, prescrive la cura. Risponde solo alle telefonate  MMG 2.0 Super Premium De Luxe.
      MMG 2.0 Super Mega Premium De Luxe: riceve su appuntamento, vi visita, prescrive la cura e non risponde al telefono mentre ci siete voi. 
      MMG 2.0 Super Mega Premium De Luxe Special Edition: riceve su appuntamento, vi visita, prescrive la cura e non risponde al telefono mentre ci siete voi. E non venite mandati a quel paese se dite "io ho la pressione ballerina". Vi avverto: costa quanto tutte le opzioni precedenti sommate tra loro. Ma volete mettere la soddisfazione di dichiarare una pressione arteriosa come Heather Parisi?

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